Batterio killer: i consigli dei pediatri per evitare infezione

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Attenzione, ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di Escherichia Coli».

ROMA. «Attenzione, ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di Escherichia Coli».

Questa la posizione di Giuseppe Di Mauro, Presidente della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che ribadisce come nessun caso sia stato ancora segnalato in Italia. La SIPPS rassicura tutti i genitori, precisando che il ceppo batterico che sta preoccupando l'Europa ha finora colpito, nel 90% dei casi, adulti in eta' superiore ai 20 anni. La terribile complicanza rappresentata dalla Sindrome Uremico-Emolitica ha coinvolto soltanto eccezionalmente soggetti in eta' infantile, contrariamente a tutta la casistica riportata nella letteratura, dove si dimostra come i piu' colpiti da patologie analoghe siano generalmente i bambini di eta' inferiore ai 5 anni.

«Per gli adulti colpiti da Sindrome uremico-emolitica, a livello ospedaliero - dichiara Angelo Milazzo, Pediatra Direttivo Regionale SIPPS - gia' da tempo sono stati adottati trattamenti appropriati, sebbene in molti casi la causa della malattia fosse sconosciuta; in questo modo e' stato possibile contenere la mortalita' al di sotto dell'1% e fronteggiare adeguatamente questa terribile patologia».

La mancata identificazione del focolaio di infezione impone, pero', il rispetto stretto di alcune importanti misure di sicurezza e di corretta igiene, precauzioni comuni per la prevenzione di tutte le forme di contagio batterico derivate da alimenti e da trasmissioni oro-fecali. Le principali accortezze da adottare sono: lavarsi bene le mani con detergenti idonei prima di toccare i cibi; prestare attenzione all'acquisto degli alimenti, preferendo quelli con etichettatura e soggetti ai controlli sanitari; proteggere i cibi da mosche o da altri insetti, coprendo gli alimenti o chiudendoli in contenitori; consumare latte pastorizzato o trattato ad alte temperature e cibi ben cotti, soprattutto nel caso di pesce, carne, latte e uova; lavare molto bene la verdura e sbucciare la frutta; bere solo acqua sicuramente potabile.

Inoltre, di assoluta importanza, e' eliminare subito pannolini sporchi di feci e lavare a temperature superiori a 65 gradi gli indumenti e la biancheria contaminata con le feci, usando anche disinfettanti quali ipoclorito di sodio o equivalenti. La SIPPS ribadisce e raccomanda, infine, a tutte le famiglie di non fare uso di antibiotici senza una precisa prescrizione del pediatra, poiche' in caso di enteriti emorragiche si aumenterebbe di ben 17 volte il rischio di Sindrome uremico-emolitico.

 14/06/2011 15.14