Incontinenza urinaria e il prolasso urogenitale per 5 milioni di italiane

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L’unita’ di urologia diretta dal professor Carlo Vicentini e l’unità di ginecologia diretta dalla dottoressa Anna Marcozzi dell’ospedale civile Giuseppe Mazzini di Teramo tra i centri di eccellenza italiani per il trattamento risolutivo.

TERAMO. L’unita’ di urologia diretta dal professor Carlo Vicentini e l’unità di ginecologia diretta dalla dottoressa Anna Marcozzi dell’ospedale civile Giuseppe Mazzini di Teramo tra i centri di eccellenza italiani per il trattamento risolutivo.

Nuove metodiche di lifting urogenitale per combattere l’incontinenza urinaria e il prolasso urogenitale. Le due patologie affliggono in Italia circa 5 milioni di donne. A fare il punto sull'argomento è l’iniziativa promossa dall’ Ospedale Mazzini in collaborazione con la Asl di Teramo  che organizza  sabato 18 giungo 2011 alle ore 10,30  presso la Sala Polifunzionale Provinciale, via Comi, n 1 di Teramo un incontro con la popolazione femminile condotto dal professor Vicentini e dalla dottoressa Marcozzi.

«Moltissime donne», precisano gli esperti, «subiscono questi disturbi per anni  perché non sanno che esistono ora  avanzati e risolutivi interventi di chirurgia mininvasiva che si effettuano a carico del Sistema Sanitario Italiano  e cioè gratis per la paziente».

«L’incontinenza urinaria e il  prolasso urogenitale» dice il professor Carlo Vicentini, direttore cattedra di urologia università di Aquila e direttore unità operativa complessa di urologia,  ospedale civile  Giuseppe Mazzini di Teramo, «colpiscono in Italia circa 5 milioni di donne dai 35 anni in su e sono tra i problemi femminili più frequenti. Nonostante  la diffusione  di queste patologie  che, con ansia, depressione, tendenza a isolarsi per il timore di improvvise fughe di urina, e per il prolasso perdite vaginali e sanguinamenti, incidono  pesantemente sulla qualità di vita  sui rapporti sociali,  l'intesa di coppia e la sessualità, solo  una minoranza vincendo  vergogna  e imbarazzo  si rivolge al medico  mentre le altre si rassegnano ai pannoloni. L’incontinenza e il prolasso possono invece oggi essere risolti definitivamente con innovative tecniche chirurgiche mininvasive made in USA di lifting urogenitale approdate recentemente nel nostro Paese e già in uso al Mazzini di Teramo».

Le metodiche per l’incontinenza urinaria da sforzo «i chiamano Monarc e Miniarc e prevedono l'applicazione per via vaginale  di  sling - retine in polipropilene che poste sotto all'uretra  risolvono il disturbo effettuando un vero e proprio restyling del pavimento pelvico».

Le retine non agiscono solo da supporto ma intervengono nei processi di riparazione biologica  ripristinando una sintesi di collageno la proteina che favorisce la cicatrizzazione ottimale dei tessuti. 

 I vantaggi rispetto ai “vecchi” interventi invasivi, come la colposospensione che richiedeva un incisione addominale, anestesia generale, ricovero e  convalescenza prolungati, sono l’’efficacia dell’90%, la brevità degli interventi -circa 30- 40 minuti -  che si effettuano in day hospital con anestesia locale o locoregionale e del  recupero con un ritorno alle normali attività entro una settimana.

L’incontinenza urinaria da sforzo nella donna,  che si manifesta a seguito di un piccolo sforzo come un colpo di tosse,  uno starnuto, il sollevamento di una borsa o  un esercizio fisico, è causata principalmente dalle gravidanze e dal parto; le altre cause sono: menopausa , prolasso genitale, età, tosse cronica , fumo stipsi , attività pesanti e sportive ed esiti di chirurgia pelvica.

«Il prolasso genitale», spiega la dottoressa Anna Marcozzi, «consiste nell’abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall'introito vaginale di una o più strutture pelviche - utero, vescica e retto -   e riguarda 3 donne su 10 dopo i 50 anni in su  e spesso si associa all’incontinenza urinaria.  Le cause del disturbo  sono le stesse dell’incontinenza. Le nuove metodiche di lifting genitale  per il prolasso si chiamano Apogee e Perigee e si basano sull’uso di retine – mesh in polipropilene che inserite attraverso la vagina  sostituiscono il supporto originario danneggiato del pavimento pelvico (l’insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli organi genitali) con un’efficacia del 90%. Rispetto agli interventi invasivitradizionali associati all'isterectomia (asportazione dell’utero) che prevedono  la ricostruzione del pavimento pelvico con le sue strutture fasciali preesistenti spesso indebolite e causa di recidive nel 20 – 30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve sottoporsi ad un altro intervento) le nuove tecniche consentono di non asportare sempre l’utero quando questo è sano, presentano  un basso rischio di recidive  -  4% dei casi e si  possono effettuare in anestesia  spinale consentendo così una rapida ripresa».

Presso l’ospedale G. Mazzini di Teramo è attivo anche il servizio di Riabilitazione perineale femminile primo approccio per l’ incontinenza urinaria e il prolasso genitale.

 14/06/2011 10.23