Tumori: 3137 nuovi casi tra Chieti e L'Aquila

Alessandro Biancardi

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CHIETI. 3137 nuovi casi di tumore maligno tra il 2009 e il 2010 in una popolazione di 500.000 abitanti.

Lo dicono i dati del Registro tumori curato dal Dipartimento di oncologia e di neuroscienze dell'università d'Annunzio di Chieti.

Da quest'anno il Registro ha aggiunto alle province di Chieti e L'Aquila quella di Teramo. Le proiezioni allora, si allargano a livello regionale raggiungendo quota 7500 nuovi casi ogni anno con 5.000 decessi.

Significa che il 60 per cento dei malati non ce la fa.

Ci si cura meglio ma si muore anche di più. La fotografia della situazione è stata illustrata ieri mattina a Chieti dal professor Stefano Iacobelli, titolare della cattedra di Oncologia della d'Annunzio e direttore dela Clinica oncologica dell'Asl Lanciano - Vasto - Chieti, presenti i presidenti delle Fondazioni Carichieti e Carispaq, Mario Di Nisio e Roberto Marotta e il professor Piergiorgio Natali, uno tra i piu' autorevoli ricercatori in ambito internazionale.

Il registro dei tumori della provincia di Chieti fu istituito sette anni fa grazie al contributo della Fondazione Carichieti cui si è aggiunto nel 2008 quello della Fondazione dell'Aquila, poi quello della Tercas.

Dai dati emerge che i più colpiti sono gli uomini con 1753 casi.

Ai primi posti il cancro della prostata, della vescica e del colon retto. Nelle donne i casi accertati sono 1394: a colpire di più sono il cancro della mammella, del colon retto e dell'utero. Il picco di incidenza negli uomini si ha fra 70 e 75 anni, nelle donne intorno ai 60 anni e poi fra 71 e 75 anni.

Nel 95% dei casi il tumore colpisce gli uomini sopra ai 50, percentuale che scende all'81% nel caso delle donne. Solo attraverso un censimento effettivo si possono programmare e coodinare gli interventi sanitari, ha detto il professor Iacobelli.

Chieti e la sua provincia, comunque, restano in un'area in cui l'incidenza dei tumori e medio bassa anche se il fenomeno, così come avviene a livello mondiale, è in crescita.

«L'auspicio è che - ha detto Di Nisio - dopo la fase di start up sostenuta dalle Fondazioni, anche la Regione e le competenti strutture sanitarie si facciano carico delle problematiche e dei costi inerenti il funzionamento del registro tumori assumendo come propria l'iniziativa».

01/06/2011 10.00