Malattie croniche: epidemia silenziosa per 25 milioni di italiani

Alessandro Biancardi

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ROMA. Venticinque milioni, pari al 45,6% della popolazione con piu' di 6 anni di eta'. A tanto ammontano gli italiani affetti da almeno una patologia cronica.

 

Tra essi, 7,6 milioni sono affetti da una grave patologia cronica: diabete, infarto del miocardio, angina pectoris e altre malattie del cuore, ictus ed emorragia cerebrale, bronchite cronica, enfisema, cirrosi epatica, tumore maligno (inclusi linfoma/leucemia), malattia di Parkinson e Alzheimer, demenze senili. In assoluto, sono artrosi e artriti la prima singola causa di malattia (colpiscono il 18,3% degli italiani con piu' di 6 anni), seguiti da ipertensione (13,6%) e malattie allergiche (10,7%). Ad aggravare il quadro, circa 2 milioni 600 mila persone che vivono in condizione di disabilita', pari al 4,8 % della popolazione. Una percentuale che raggiungere il 44,5 % nella fascia di eta' con piu' di 80 anni. Sono i dati forniti dal rapporto 2010 sulla cronicita' in Italia, presentato oggi a Roma nel corso della prima conferenza nazionale sull'accesso alle cure nelle malattie croniche promossa da NPS onlus. I dati Istat piu' recenti indicano che il 45,6% della popolazione al di sopra dei 6 anni e' affetto da almeno una malattia cronica. In tutto piu' di 25 milioni di persone, delle quali 8,1 milioni risultano affetti contemporaneamente da tre o piu' malattie croniche. I dati sulla diffusione delle cronicita' per classi di eta', smontano un luogo comune che individua la cronicita' come un problema della Terza Eta'. In realta' ne soffrono 7,6 milioni di italiani tra i 6 e i 44 anni e di questi 2 milioni figurano nella fascia di eta' tra i 6 e i 24 anni. La cronicita' diventa invece un "affare" della Terza Eta' soprattutto nei casi di patologie croniche gravi o nella multi cronicita' dove oltre il 60% delle persone colpite ha piu' di 65 anni.

Per quanto riguarda le cronicita' piu' gravi (diabete, infarto del miocardio, angina pectoris o altre malattie del cuore, ictus, emorragia cerebrale, bronchite cronica, enfisema, cirrosi epatica, tumore maligno inclusi linfoma/leucemia, parkinsonismo, Alzheimer, demenze senili), ne risulta colpito il 13% della popolazione.

Mentre il 14,7% risulta affetto contemporaneamente da tre o piu' malattie croniche. Piu' svantaggiate in quest'ultimo caso le donne che, per tutte le classi di eta', presentano tassi di multicronicita' significativamente piu' alti (17,2%) rispetto agli uomini (10,3%), anche se nell'eta' anziana sono meno colpite degli uomini da patologie croniche gravi (38,9% contro 45,5%). Tra gli indicatori piu' efficaci per valutare la capacita' di risposta del Sevizio sanitario nazionale al cambiamento epidemiologico in atto (cronicita' + invecchiamento della popolazione) vi e' certamente l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Nel 2007 sono stati 474.567 i pazienti che hanno usufruito dell'ADI con una media nazionale di 803 casi trattati per 100.00 abitanti di cui 81,2% anziani e 8,8% pazienti in fase terminale della malattia. L'assistenza, si legge nel rapporto, rimane tuttavia insufficiente: se si fa riferimento alla sola popolazione con piu' di 65 anni di eta' (quella che maggiormente necessita di cure presso il proprio domicilio) emerge che soltanto 3,27 anziani su 100 sono beneficiari di cure a casa e restano forti le differenze tra le Regioni.

 I tassi di assistenza sono generalmente bassi in tutte le Regioni, ma se in Friuli Venezia Giulia e' assistito il 7,3% degli anziani e in Veneto il 6,4%, la P. A. di Trento, la Sicilia e la Sardegna garantiscono il servizio a circa l'1,0% della popolazione over 65 e in Valle d'Aosta l'assistenza e' offerta ad appena lo 0,3% degli anziani residenti. La situazione non cambia se si analizzano le ore di assistenza: in media 20 l'anno per ogni paziente anziano preso in carico. Anche in questo caso sono ampie le differenze tra le Regioni: se la Valle d'Aosta ha erogato in media 177 ore per ogni over 65 trattato (ma e' pur vero che presenta il numero piu' basso di anziani trattati), il Friuli Venezia Giulia nel medesimo anno ha previsto una media di 17 ore per anziano (a fronte di 20.241 over 65 assistiti) (Ceis-Sanita' 2009). Ne' si registrano variazioni di rilievo se al centro dell'analisi si pone la spesa. Nel 2008, con una spesa di circa 1.006,6 milioni di euro, l'ADI ha pesato per lo 0,9% sulla spesa sanitaria pubblica totale.

21/09/2010 10.40