L'EPIDEMIA

Crescono celiaci,+15.569 diagnosi ma 400mila ancora ignari

Relazione a Parlamento 2016,sfida 2018 centri su tutto territori

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Crescono celiaci,+15.569 diagnosi ma 400mila ancora ignari

ROMA.  Cresce l''esercito' degli italiani affetti dalla celiachia: nel 2016 sono infatti circa 16.000 in più rispetto all'anno precedente. Ma a preoccupare è anche l'enorme 'sommerso' della malattia, tanto che si stima che siano 408.000 i celiaci non ancora diagnosticati nel nostro Paese. E' il quadro che emerge dalla Relazione 2016 del ministero della Salute al Parlamento sulla celiachia, mentre restano ancora tante le sfide per il 2018 per garantire uguali diritti a questi pazienti su tutto il territorio nazionale. Che il trend di questa patologia sia in crescita, lo dimostrano i numeri: nel 2016 il numero totale delle nuove diagnosi è stato di 15.569, oltre 5.000 diagnosi in più rispetto all'anno precedente, e risultano diagnosticati in Italia 198.427 celiaci (di cui 2/3 sono donne). Molti, però, sono gli italiani che non sanno di essere malati: si stima che siano 407.467. Le Regioni in cui si sono registrate maggiori nuove diagnosi sono la Lombardia con +5.499 diagnosi, seguita da Lazio con +1.548 diagnosi ed Emilia Romagna con +1.217.

Ad un anno dall'entrata in vigore del nuovo protocollo diagnostico, sottolinea il ministero, "emerge un incremento delle diagnosi più spinto, forse favorito dalla maggiore sensibilizzazione dei cittadini ma anche dai nuovi indirizzi scientifici". La celiachia è una condizione infiammatoria permanente in cui il soggetto deve escludere rigorosamente il glutine dalla dieta. Ormai classificata come malattia cronica, si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti e colpisce circa l'1% della popolazione.

Ad oggi la Regione abitata da più celiaci risulta la Lombardia, con 37.907 persone affette. Tanti, ad oggi, i passi avanti compiuti, come sottolinea nella Relazione il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: ad esempio, per "favorire una corretta alimentazione anche fuori casa - afferma - le Regioni, anche quest'anno, hanno ricevuto un supporto economico per attività formative destinate agli operatori del settore alimentare e per la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense delle scuole, strutture sanitarie o annesse alle pubbliche amministrazioni". Sul fronte dell'assistenza, inoltre, è confermato per i celiaci il diritto all'erogazione gratuita dei prodotti senza glutine specificatamente formulati, con un tetto di spesa mensile per età. Nel 2015, il Servizio sanitario ha speso circa 270 milioni di euro per garantire gli alimenti senza glutine.


Al momento, spiega il direttore generale dell'Associazione italiana celiachia, Caterina Pilo, "i tetti sono in revisione e all'esame della conferenza Stato-regioni. Si va nella direzione di una loro riduzione perche ci sarà un adeguamento ai nuovi prezzi dei prodotti alimentari per celiaci, che sono calati. Ci aspettiamo - commenta - che sia un adeguamento contenuto". Tante, tuttavia, restano le sfide aperte per il 2018, indicate nello stesso documento: "Dare piena attuazione al Protocollo diagnostico individuando sul territorio i presidi per la diagnosi, dando così le stesse opportunità ai cittadini; consentire l'acquisto di prodotti senza glutine erogabili non solo nelle farmacie ma anche nella Grande distribuzione; permettere ai celiaci l'acquisto dei prodotti in esenzione anche al di fuori della propria regione". Il problema, conclude il presidente Aic Giuseppe di Fabio, è che "ancora oggi, si ha più possibilità di ricevere una diagnosi di celiachia a seconda di dove si vive, mentre i pazienti sono uguali ovunque e meritano pari assistenza".