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Contaminato da pesticida il 75% del miele

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Contaminato da pesticida il 75% del miele

 

LA RICERCA. Miele contaminato da insetticida. Uno studio condotto in tutto il mondo ha rilevato che il 75% dei campioni di miele analizzati è contaminato da pesticidi neonicotinoidi.

E' quanto su legge in uno studio su 'Science' (qui il documento ufficiale).

Da notare, sottolineano gli autori, che le concentrazioni rilevate sono inferiori all'ammontare autorizzato dall'Unione Europea per il consumo umano. Tuttavia la situazione sembra ripercuotersi in modo più pesante sulle api. L'uso diffuso di neonicotinoidi è stato già identificato, infatti, come un fattore chiave responsabile della 'crisi' delle api.

«Gia' a partire dalla fine degli anni novanta», ricorda la professoressa abruzzese Maria Rita D’Orsogna dalle pagine del suo blog, «si punto' il dito contro questi neo-nicotinoidi per i loro impatti ambientali, e anzi gia' allora si collego' l'uso di questi insetticidi al colony collapse disorder (CCD) cioe' la moria di api e alla perdita successiva di animali piu' grandi, come per esempio gli uccelli, a causa della riduzione degli insetti che rappresentavano il loro cibo».

Il team di Edward A. D. Mitchell dell'University of Neuchâtel ha cercato di far luce sulla portata dell'esposizione, testando 198 campioni di miele per cinque neonicotinoidi comunemente usati: acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam.

I campioni sono stati presi in tutti i continenti (tranne l'Antartide), e in numerose isole. Nel complesso, il 75% di tutti i campioni di miele conteneva almeno un neonicotinoide; di questi, il 30% presentava un singolo neonicotinoide, il 45% due o più, e il 10% conteneva quattro o cinque. Le concentrazioni sono risultate più alte nei campioni europei, nordamericani e asiatici.

Nel dettaglio nel Nord America, l'86% dei campioni e' inquinato dai neo-nicotoidi', in Asia l'80 %, in Europa il 79%, in Africa il 73%, in Australia il 71%, in Sud America il 57%.

Gli autori sottolineano che le concentrazioni sono comunque inferiori ai livelli autorizzati dall'Ue nei prodotti alimentari e nei mangimi, ma citano alcuni studi sugli effetti di queste sostanze nei vertebrati, dal funzionamento immunitario compromesso alla crescita ridotta, aspetti che possono determinare un riesame di queste restrizioni.

Per quanto riguarda gli effetti sulle api, inoltre, il 34% dei campioni di miele presentava concentrazioni di neonicotinoidi note per essere dannose.

Questi risultati suggeriscono che una proporzione sostanziale dei pollinatori in tutto il mondo risente della presenza dell'insetticida.

«Il consumo di neo-nicotoidi», spiega D’Orsogna, «porta a problemi di apprendimento e di memoria nelle api, che fa si che si confondano quando cercano cibo e si organizzano tutte assieme per andare verso zone con cibo abbondante.  Oltre ai problemi nella ricerca di cibo, e anche se le concentrazioni di pesticidi non sono letali, l'esposizione ai neo-nicotoidi porta a danni alla crescita delle api, al sistema immunitario, al sistema neurologico, riproduttivo e respiratorio.  La regina puo' ammalarsi e non sopravvivere e questo a volte porta al collasso dell'intera colonia di api. E' tutto esagerato?  

Beh, non proprio. Nel 2014, uno studio a livello mondiale di neo-nicotinoidi concluse che l'uso di questi pestifici stava avendo gravi impatti sulla produzione di cibo. La conclusione fu che  "The consequences are far reaching and cannot be ignored any longer."  Senza api non c'e' l'impollinazione. Senza impollinazione non c'e' l'agricoltura cosi come la conosciamo».