ALIMENTAZIONE

Acqua minerale con batterio killer, scatta il ritiro

In Europa c’è l’allerta ma in Italia non si avvertono i consumatori

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Acqua minerale con batterio killer, scatta il ritiro

 

BELGIO. Il 5 settembre 2017 il ministero della Salute ha inviato una comunicazione al sistema di allerta rapido europeo (Rasff) segnalando il ritiro dal  mercato italiano di una marca di acqua minerale naturale contaminata da batterio killer.

La segnalazione è pubblica solo perchè le bottiglie sono esportate in Belgio e in questi casi la norma europea prevede l’obbligo di informare il Rasff. Nello specifico si tratta del batterio Pseudomonas aeruginosa, molto virulento ed ubiquitario, ma non riesce a sostenere seri quadri patologici in soggetti immunocompetenti. In Italia non c’è stata nessuna comunicazione, nulla è stato detto ai consumatori che non hanno alcun modo per scoprire quale sia il marchio e il lotto delle bottiglie sotto accusa.  Certo tutto lascia supporre che il pericolo non sia  grave, ma diffondere la notizia è una questione di rispetto nei confronti dei cittadini. In altri Paesi europei le notizie delle allerta vengono divulgate in rete da parte delle stesse aziende o da parte delle autorità sanitarie che le raccolgono e  le diffondono. In  Italia solo la Valle d’Aosta fornisce  le informazioni sui  prodotti  sottoposti ad allerta e al ritiro  che transitano sul territorio regionale. A volte tuttavia se infetta il meato urinario può provocare infezioni estese, che possono causare la morte dei tessuti e il decesso per setticemia. Il New England Journal of Medicine ha spiegato quanto poco si sappia di questa sindrome, nonostante sia la decima causa di morte negli Stati Uniti.

Dato il rischio grave che si corre in seguito alla contaminazione del batterio si raccomanda  massima allerta, in attesa che il Ministero della salute comunichi sul suo sito web, nella sezione "Avvisi di sicurezza" i lotti, il produttore ed il nome dell'acqua minerale naturale interessata dal richiamo dal mercato europeo e non solo.   



Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”