LA SCOPERTA

Uranio nei poligoni di tiro e nelle caserme non bonificate

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Uranio nei poligoni di tiro e nelle caserme non bonificate

 

ROMA.  Agenti cancerogeni, nei poligoni di tiro militari ma anche nelle caserme non bonificate dall'amianto, polveri sottili e metalli pensanti che devastano i territori e si infiltrano nella catena alimentare, controlli non tempestivi e lavoratori della Difesa non sufficientemente tutelati. A lanciare l'accusa non è un gruppo di militanti pacifisti ma la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, che oggi ha approvato la relazione con la sola astensione di Mauro Pili, ex presidente della Sardegna. Le criticità maggiori sono segnalate nelle zone dei poligoni di tiro, ma ulteriori rischi, altrettanto rilevanti, insidiano le caserme, i depositi e gli stabilimenti militari. L'amianto non risulta ancora integralmente eliminato da navi, aerei, elicotteri in dotazione. Tra i casi sotto osservazioni il Monte Venda, sui colli Euganei, in provincia di Padova, nelle cui viscere era stata scavata sin dagli anni cinquanta la base militare che ospitava il 1° Regional Operative Command.

Qui le concentrazioni di radon, un gas radioattivo noto per la sua cancerogenità, superarono di decine, ed in alcune postazioni, anche di cento volte, gli attuali limiti di legge per i luoghi di lavoro. In "svariati poligoni di tiro presenti sul territorio nazionale la mancata o tardiva bonifica dei residui dei munizionamenti ha prodotto rischi ambientali", denuncia la Commissione: tra questi il Poligono di Capo Teulada, con la cosiddette penisola interdetta, dove si stima la presenza di oltre duemila tonnellate di materiali inquinanti, il poligono interforze di Salto Quirra, il poligono di Monte Romano e quello del Cellina Meduna, dove solo da poco è iniziata la bonifica. Oltre a questo c'è "l'inammissibile ritardo" sui monitoraggi ambientali nelle missioni all'estero. La Commissione ha ascoltato, a tale proposito, la testimonianza del caporalmaggiore Antonio Attianese, morto poi il mese scorso a 38, dopo 13 passati a lottare con il cancro e due missioni in Afghanistan. In un anno e mezzo di attività ha svolto fino ad oggi 197 audizioni, di queste 71 sono stati esami testimoniali, ha visitato tre basi navali, nove poligoni, uno base aeroportuale ed il centro radar del Muos. "In alcuni casi, come nel corso della visita al poligono di Cellina Meduna vicino Pordenone - spiega Scanu - abbiamo accertato che le operazioni di bonifica sono partite solo dopo la notizia della missione della Commissione, mentre nel caso del poligono di Torre Veneri, nel Salento, siano partiti subito dopo la visita del nostro organismo d'inchiesta". Dal lavoro della Commissione sono nate anche due proposte di legge, una sulla protezione e gli indennizzi per i militari, che sono "lavoratori deboli", un'altra di modifica del codice dell'Ambiente per le attività di bonifica.