PREVENZIONE

Sanità: screening malattie metabolismo solo per 43% neonati

+13% in un biennio ma ancora poco,a giorni ok a pdl che uniforma

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Sanità: screening malattie metabolismo solo per 43% neonati

ROMA.  Solo il 43% dei nuovi nati in Italia accede agli screening estesi a oltre una quarantina di malattie metaboliche genetiche, spesso rare, difficili da diagnosticare e invalidanti.

Il numero è aumentato del 13% in un biennio ma ancora insufficiente e troppo diversificato da Regione a Regione. A fare il punto, sottolineando una "situazione più critica" pur "con qualche eccezione" nell'Italia meridionale, è il secondo Rapporto MonitoRare, presentato oggi alla Camera, proprio mentre il Senato dovrebbe dare il via libera definitivo, domani o dopodomani, alla legge che li uniforma a livello nazionale.

Dal 2016 tutte le regioni garantiscono la copertura totale dei nuovi nati ma solo per gli screening relativi alle tre patologie previste dalla legge 104/1992 (ipotiroidismo congenito, fenilchetonuria e fibrosi cistica).

Per una quarantina di altre malattie la diffusione dello screening è stata decisa ma ancora non sufficiente: si è passati a coprire dal 30% dei nuovi nati nel 2012 al 43% del 2014, ovvero +13% in un biennio.

«E' evidente un'elevata eterogeneità fra regioni», sottolinea Nicola Spinelli Casacchia, presidente della Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO, «si va dalla Toscana che prevede per il 100% dei nuovi nati tutti gli screening metabolici a regioni come Lazio, Liguria e Veneto dove si portano avanti progetti pilota solo su un certo numero di malattie o di pazienti. Fino a regioni come la Calabria, dove ci sono difficoltà a coprire persino i tre screening obbligatori».

L'uniformità su tutto il territorio è prevista dai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). Ma è anche garantita a doppia chiave dal disegno di legge di cui è prima firmataria Paola Taverna (M5s) e che è ora in terza lettura in Commissione Sanità del Senato, da cui verrà approvato a breve senza passare per l'Aula.