L’Aquila, arriva lo sportello mobbing sul lavoro per dipendenti pubblici e privati

Serve l’ok (con certificato) del medico di famiglia e poi la prenotazione al Cup

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L’Aquila, arriva lo sportello mobbing sul lavoro per dipendenti pubblici e privati

L’AQUILA. Riorganizzato dalla Asl lo sportello di ascolto per mobbing sul lavoro: approntato un team di 5 servizi integrati - medicina del lavoro, psichiatria, psicologia, medicina legale e tossicologia delle dipendenze – con prenotazioni (al Cup) in tutti gli ospedali o distretti sanitari della provincia aquilana.
Al servizio, con sede all’ospedale di L’Aquila (ambulatorio blocco L2-B) e affidato alla guida del nuovo direttore, Antonio Paoletti, possono accedere tutti i cittadini, dipendenti pubblici o privati, tramite richiesta del proprio medico di famiglia che valuta se, in linea di massima, il disagio rientra nell’ambito dell’ambiente di lavoro. Con la certificazione del proprio medico di base l’utente si prenota, tramite Cup, negli ospedali di L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro oppure nei distretti sanitari.
Per prendere l’appuntamento ci si può recare di persona alla sede di prenotazione della zona di residenza oppure telefonare al Cup. Nel secondo caso sarà possibile chiamare il Centro prenotazione a partire dal 18 novembre prossimo al  numero (gratuito): 800.862.862, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13.00. Al call center l’interessato deve fornire i dati riportati sulla ricetta del medico di famiglia, specificando che si tratta dello sportello mobbing. A conclusione della prenotazione telefonica occorre attendere la conferma (di solito, immediata) dell’appuntamento fissato dall’operatore Cup, con l’indicazione di giorno e ora del primo accesso al servizio.
Alla data fissata, l’utente raggiunge l’ospedale di L’Aquila dove viene sottoposto alla prima visita (gratuita) all’ambulatorio situato nel blocco L2B e aperto il  primo e terzo sabato non festivo di ciascun mese. Col primo accesso comincia il percorso di valutazione di più specialisti che, entro 40 giorni, verificherà se il disagio lamentato rientra effettivamente nella tipologia trattata. Infatti, affinché  la richiesta dell’utente venga accolta, occorre accertare che vi sia un chiaro nesso di causalità tra le problematiche lamentate e il contesto lavorativo.
In seguito alla prima visita, effettuata dal medico del lavoro, viene fatta una prima valutazione e vengono disposte due visite specialistiche: una psichiatrica, nel reparto dell’ospedale diretto dal professor Alessandro Rossi, e l’altra psicologica che viene eseguita nello stesso ambulatorio del blocco L2B da uno psicologo del dipartimento di salute mentale, diretto da  Vittorio Sconci. Le prenotazioni per le due visite vengono subito comunicate all’interessato che dovrà pagare il relativo ticket al Cup. E’ infatti gratuito il primo accesso al servizio mentre le successive due visite sono a pagamento. Al termine di tutti gli accertamenti ed entro 40 giorni dall’ultima visita specialistica, il team della Asl formulerà le conclusioni. Se per i medici  si tratta effettivamente di mobbing da lavoro si avvia lo specifico iter di recupero; in caso contrario l’utente, ove necessario, viene comunque seguito, anche se in modo diverso. «Al di là che si tratti o meno di mobbing da lavoro», dichiara il professor Paoletti, «il soggetto in difficoltà viene in ogni caso aiutato e assistito dalla Asl perché il nostro servizio riveste una valenza sociale».