SANITA'

Lorenzin: «nessuno stop a scuola per gli alunni non vaccinati»

Cinquanta deputati sottoscrivono progetto di legge del Pd su obbligatorietà

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ROMA. Nessun piano in atto per bloccare l'accesso ai bambini non vaccinati a scuola. All'indomani dell'approvazione da parte della Conferenza delle Regioni del nuovo Piano vaccinale - nel quale si legge che il divieto di iscrizione a scuola per i piccoli non vaccinati dovrà essere eventualmente regolato da una "normativa aggiornata" - il ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiarisce il senso del documento: "una misura di questo genere - afferma - dovrebbe passare per il Parlamento". La polemiche tra favorevoli e contrari all'obbligatorietà delle vaccinazioni per la frequenza scolastica non accenna però a placarsi. Se Matteo Salvini boccia la proposta di vaccini obbligatori per la scuola sostenendo il principio della 'libera scelta', il responsabile Sanità del Pd Federico Gelli gli risponde che "con il suo populismo tratta temi delicati aumentando la disinformazione. Le sue sono le solite chiacchiere da bar". E sono varie le forze politiche da destra a sinistra che non escludono l'obbligo ai fini scolastici. Oltre 50 deputati hanno già sottoscritto una proposta di legge presentata dal Pd e che va in questa direzione. Primo firmatario è il deputato Filippo Crimì e la pdl reintroduce il controllo delle 4 vaccinazioni obbligatorie per l'ingresso a scuola e ne aggiunge 2, la pertosse ed il morbillo. Per Mario Marazziti (PI), presidente Commissione Affari Sociali della Camera, "parlare di 'libertà di scelta' è irresponsabile. Meglio evitare metodi coercitivi, ma non si possono escludere in un momento come questo". Per Maria Rizzotti (FI), vicepresidente Commissione Sanità del Senato, "una legge sull'obbligo di vaccinazione per la frequenza scolastica, se fatta su basi scientifiche, è necessaria per garantire la salute pubblica".

Vaccinarsi "non è solo un diritto ma un dovere" per Giovanni Monchiero, presidente del Gruppo Scelta Civica. Non distante la posizione di Area Popolare (NCD-UDC): "La forma dell'obbligatorietà va studiata e quella della scuola è un'ipotesi - spiega il capogruppo in Affari Sociali Raffaele Calabrò - ma alcune cose devono essere coercitive in un Paese 'civile' sul piano della salute". Né obblighi né sanzioni, invece, per i Conservatori riformisti, mentre i Cinquestelle, dopo essersi esposti in posizioni anti-vaccini, oggi "preferiscono non esprimersi". E Sel, con Marisa Nicchi, componente della Commissione Affari sociali, invoca "grandi campagne per diminuire la distanza tra istituzioni sanitarie e opinione pubblica", ma "vietare l'accesso dei bambini a scuola è una forzatura impensabile". Il punto, ha sottolineato Lorenzin, è che è stato approvato dalle Regioni il Piano vaccinale che "affronta anche il tema dell'indice di vaccinazione: faremo una serie di campagne presso genitori, pediatri e medici. Le Regioni - rileva - sottolineano un problema che c'è, il decremento di vaccinazioni obbligatorie, in alcune aree molto sensibile, che rischia di minare e mettere a rischio la comunità". Ed ancora: la vaccinazione, ribadisce, "rimane lo strumento primario di salute pubblica". Posizione sostenuta dalla Regione Toscana, il cui assessore alla Sanità Stefania Saccardi ha annunciato che "si sta pensando di non ammettere i bambini non vaccinati alla scuola", chiarendo che la sua posizione è riferita alle scuole di competenza territoriale, ossia quelle non dell'obbligo, come materne o superiori.