SULLA PELLE ALTRUI

Cannabis terapeutica: legge mai partita. Il dramma di un malato abruzzese

Dolori insopportabili, nausea e vomito. Ma quella legge resta nel cassetto

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

373

Cannabis terapeutica: legge mai partita. Il dramma di un malato abruzzese

 ABRUZZO. Nel marzo 2014 è stata promulgata la legge Acerbo-Chiavaroli sull’uso della cannabis a fini terapeutici. 

Una legge già allora riconosciuta come la migliore e la più efficace tra quelle approvate in altre regioni italiane. La fine della legislatura non consentì tuttavia di procedere con l’emanazione delle norme applicative della legge in questione da parte della Giunta uscente.

Da oltre un anno dunque si attende che l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci proceda all'attuazione. «La legge resta tuttora disapplicata a danno dei tantissimi cittadini che, affetti da svariate patologie croniche, potrebbero invece ricevere immediato giovamento dall’uso di preparati a base di cannabis sia in termini di miglioramento generale della propria condizione, sia per ridurre o eliminare il dolore derivante dalla patologia», ricorda Acerbo che nei giorni scorsi ha ricevuto una lettera da una donna che accudisce il compagno, da tempo affetto da un doloroso tumore ai polmoni.

La donna racconta il calvario di chi deve fare tutti i giorni con il dolore e guardare negli occhi una malattia drammatica. Il suo compagno  è stato colpito da adenocarcinoma polmonare adesso al IV stadio, non operabile, con metastasi ossee. Gli hanno asportato due terzi del polmone lo scorso anno, senza risultato poichè la malattia progredisce velocemente e aggressivamente.

«Ha dolori fortissimi tutto il giorno che le cure tradizionali della medicina del dolore non riescono a controllare», racconta la donna. «Senza considerare gli effetti collaterali di tali medicine che lo hanno portato a perdere trenta chili in due mesi per via della nausea e vomito giornaliero».

Così il malato ha percorso il doloroso e difficile, e comune, iter di tutti quelli che cercano di arrivare ad avere i benefici della cannabis. «Per quanto ho constatato personalmente, qui in Abruzzo è buio totale, se non argomento tabù, presso i medici a cui ci si rivolge», racconta la donna costretta ad andare a finire a Pisa, da un professore che somministra cannabis terapeutica ai malati.

Ma la situazione non è solo complicata ma anche troppo onerosa per chi, come loro, vive con la pensione di invalidità. Lo Stato non rimborsa le cure ed in più ci sono le spese di viaggio e soggiorno fuori regione.

«Il dottore pisano ha preso ben 200 euro per cinque minuti di “visita”, ha velocemente contattato la farmacia da cui si serve per farci avere le capsule da fare in decotto. Abbiamo pernottato a Pisa perchè solo il giorno dopo era pronto quanto ordinato. Per 1,8 grammi di preparato galenico a base di cannabis abbiamo speso quasi 150 euro… Successivamente ho ordinato attraverso il medico pisano altro quantitativo per affrontare il secondo mese di terapia. Poichè naturalmente si è partiti da dosi basse per incrementarle man mano stavolta sono stati 180 euro più la spedizione. Tra l’altro la farmacia non mi ha messo nemmeno lo scontrino nel pacco. Purtroppo a queste dosi la cannabis non riesce a calmare il dolore, mentre ha funzionato molto bene per la nausea e vomito che sono scomparsi».

Poi qualche giorno fa un altro viaggio, questa volta a Benevento (altre spese) dove un medico, che gli ha segnalato un’associazione che si batte per la legalizzazione e l’uso della cannabis, ha prescritto l’olio terapeutico di cannabis a dosi naturalmente aumentate.

«Sto cercando una farmacia a Pescara che possa prepararlo con la ricetta che il medico ci ha fatto ma non so dove rivolgermi», ha raccontato la donna. «L’associazione mi ha dato il nominativo di un farmacista a Lecce che la prepara e la spedisce….ma vorrei avere almeno una volta la comodità di rivolgermi alla mia città per avere questo servizio che devo anche pagare profumatamente. Sapevo che dopo tre mesi di cura con la cannabis, la regione dove è stato approvato il suo uso terapeutico, potrebbe dare il prodotto gratuitamente a chi ne ha bisogno per affrontare compassionevolmente le problematiche di certe malattie. Il mio compagno, ne avrebbe certamente diritto tra un mese visto che ha iniziato la cannabis il 28 di Agosto con il medico di Pisa. So che parecchi malati hanno dovuto rivolgersi alla magistratura per veder riconosciuto questo diritto ma vorrei evitare questo. C’è speranza attualmente che la Regione ci dia una mano?»