SANITA'

Caos vaccini, sulle sanzioni per i medici è polemica

Radiare quelli che li sconsigliano? Ministero dice no

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Caos vaccini, sulle sanzioni per i medici è polemica

 

ROMA. E' polemica sull'ipotesi di sanzioni disciplinari - che secondo il codice deontologico medico vanno dal richiamo fino alla radiazione nei casi estremi - e contrattuali per i medici che non supportano le vaccinazioni. La possibilità è prevista, previa concertazione con gli Ordini, le associazioni professionali e sindacali, nella bozza del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, che sarà presto esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni. Il ministero, però, precisa che la bozza di Piano Nazionale Vaccini, attualmente all'esame della Conferenza delle Regioni, "prevede esclusivamente percorsi di concertazione con gli Ordini e le associazioni professionali e sindacali per cogliere l'obiettivo condiviso di garantire adeguate coperture vaccinali" e nega che sarebbero allo studio sanzioni, quali la radiazione. L'eventualità di sanzionare i medici 'infedeli' era stata prospettata nei giorni scorsi, nel corso di un convegno a Milano, dal direttore Generale alla Prevenzione del ministero Ranieri Guerra: "Ne stiamo parlando con i sindacati dei medici - aveva sottolineato - e abbiamo constatato reazioni positive: il medico che parla male di una pratica raccomandata dal Servizio Sanitario da cui dipende è un medico infedele. Nei suoi confronti si potrebbe pensare anche alla sospensione della convenzione". Un'ipotesi che compare appunto nella bozza del nuovo Piano vaccini: "Dal nuovo Piano - si legge - potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo peraltro la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate come ad esempio l'obbligo di certificazione dell'avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l'ingresso scolastico".

 Parte integrante di questi vincoli, si sottolinea, "sarà anche la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell'offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale". Il Piano sottolinea che "saranno concertati percorsi di audit, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all'adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l'opportunità". La bozza prevede anche un ampliamento dell'offerta vaccinale sia per i bambini sia per gli adulti. New entry - secondo alcune indiscrezioni - i vaccini contro la meningite B nei bambini, l'Herpes Zoster negli anziani e il papilloma virus nei maschi. Restano obbligatorie le vaccinazioni contro epatite B, tetano, difterite e poliomelite. Il costo complessivo è indicato in 620 milioni di euro e si prevede pure l'istituzione di un Fondo nazionale per i vaccini che possa "co-finanziare le regioni in difficoltà". Inoltre, si legge sempre nella bozza del nuovo Piano Vaccini, "la revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) permetterà l'inclusione aggiornata del calendario vaccinale" con le nuove vaccinazioni, "garantendo così il diritto del cittadino a fruirne".