IN FUMO

Fumo. Fallite campagne pubblicitarie degli ultimi 10 anni: aumentano vendite

Il 31 Giornata Mondiale, Italia tra ultimi Ue per media fumatori

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

807

Fumo. Fallite campagne pubblicitarie degli ultimi 10 anni: aumentano vendite



ROMA. La legge Sirchia, che ormai ha più di dieci anni, resta l'ultimo successo italiano nel campo della lotta contro il fumo, seguita da una decade di campagne e blande iniziative legislative che non hanno avuto alcun effetto.
A certificare il fallimento delle politiche contro le sigarette sono stati gli esperti al congresso che l'Istituto Superiore di Sanità ha organizzato in occasione della Giornata Mondiale contro il fumo del 31 maggio. E' vero che gli italiani sono tra i minori fumatori in Europa, ha accertato lo studio annuale dell'Iss e dell'istituto Mario Negri di Milano, ma ormai da anni i fumatori restano 11 milioni, e addirittura le vendite delle sigarette sono tornate a salire, sia pure di uno 0,5%.
«La situazione di stallo - spiega Roberta Pacifici, Direttore dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'ISS - riguarda tutte le fasce di età. L'età media di questa popolazione rimane costante (44,7 anni) così come l'età in cui si accende la prima bionda (18 anni) e l'età media in cui si smette (42 anni). Questo significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate, perchè da dieci anni sono state un fallimento».
 La percentuale dei consumatori di tabacco fra gli italiani è del 21%, ha certificato anche Eurobarometro, in fondo alla classifica Ue subito prima di finlandesi (19%) e svedesi (11%), sotto la media europea del 26%. Le pecore nere sono greci (38%) e bulgari (35%), dove a fare uso delle 'bionde' è almeno uno su tre. Il 10% dei morti per il fumo, che in Italia sono tra i 70 e gli 85mila, è causato dal fumo passivo.
«Qui c'è la possibilità di migliorare la situazione - ha affermato Silvio Garattini, direttore del Mario Negri -, attraverso nuovi interventi legislativi. Nei parchi, negli stadi, nelle stazioni ferroviarie in generale dove ci sono assembramenti dovrebbe essere proibito fumare, così come nei ristoranti all'aperto».
 Il clima attuale, ha ricordato anche Daniela Galeone del ministero della Salute, non è favorevole a nuove leggi contro il fumo. La proposta del ministro Lorenzin di vietare il fumo in auto in presenza di bambini è stata abbandonata dopo il coro di critiche, e molti emendamenti stanno cercando di alleggerire il recepimento della direttiva europea sul tabacco, che prevederebbe nuove misure. Molto diversa è la situazione in Francia, dove il ministro della Salute ha annunciato il divieto di fumo nei parchi a partire dalla prossima estate. A favorire la 'stasi', sottolineano gli esperti, c'è anche l'atteggiamento delle multinazionali del tabacco.
«L'industria del tabacco ha ben utilizzato i media, il cinema e la moda per farsi quella pubblicità più o meno sottile che influenza soprattutto i giovani - sottolinea Umberto Tirelli, oncologo del Cro di Aviano -. Ad esempio recentemente, al gran premio di Montecarlo, Vettel il pilota della Ferrari, ha potuto tranquillamente fare pubblicità alle sigarette in quanto lì questo è ancora possibile».