SALUTE

Epatite C: farmaco gratis, ok Consiglio sanitario Toscana

Farmindustria, preoccupa negoziazione prezzi delle Regioni

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Epatite C: farmaco gratis, ok Consiglio sanitario Toscana



ROMA.  Non ci saranno ritardi nell'erogazione gratuita del farmaco anti epatite C a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Dare il farmaco a tutti è un investimento sia per la salute e la qualità di vita dei pazienti, sia sul piano economico, perché eradicare il virus consente di evitare tutte le spese future derivanti dal trattamento della malattia. Queste le conclusioni cui è giunto il Consiglio Sanitario Regionale, convocato per esprimersi sulla decisione della Giunta della Toscana di dare gratuitamente il farmaco a tutti i pazienti. "Nel giorno in cui alcuni paesi del mondo ricorrono contro le case farmaceutiche che tengono troppo alto il costo del farmaco salvavita che sconfigge l'epatite C, è assai singolare che si voglia contestare una Regione che vuole mettere a gara il farmaco per garantire, a prezzi più bassi, l'accesso ad una popolazione più ampia rispetto a quella prevista dal piano nazionale Aifa". Così il presidente della Toscana Enrico Rossi dopo la decisione della giunta, criticata dall'Aifa. " Il nostro obiettivo è curare tutti i 26.000 malati di epatite C toscani nel più breve tempo possibile" ribadisce il governatore. "Noi però - aggiunge Rossi - non ci accontentiamo, perché il ritmo della guarigione sarebbe così troppo lento, comportando costi umani, sanitari ed economici. Vogliamo fare di più e somministrare il farmaco ad una popolazione ben più ampia". A schierarsi al fianco del Governatore della Toscana c'e il Codacons che ha presentato nei giorni scorsi una diffida al Ministero della salute e alle Regioni "affinché i farmaci contro l'epatite C siano forniti gratuitamente a tutti i soggetti bisognosi". L'associazione a difesa dei consumatori e utenti ha anche avviato una azione "per far ottenere il rimborso a chi ha dovuto acquistare i medicinali di tasca propria". Preoccupata invece Farmindustria che in una nota esprime perplessità sulla negoziazione del prezzo del medicinale da parte delle regioni: "Le notizie che si rincorrono in questi giorni sulla possibile gestione della negoziazione del prezzo di un medicinale innovativo da parte di una regione preoccupano molto. Si amplierebbe così il processo di frazionamento della politica farmaceutica che già a livello regionale produce spesso 21 sistemi sanitari diversi, stabilendo, su un caso che peraltro registra prezzi già tra i più bassi in UE, un precedente per i molti farmaci innovativi per patologie importanti che arriveranno a breve".