SANITA'

L’Aquila, al San Salvatore boom di parti in acqua: 30 nascite in vasca in 4 mesi

Colori ‘soft’ e sulla testa un tettino con tinta azzurra che richiama il cielo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3444

L’Aquila, al San Salvatore boom di parti in acqua: 30 nascite in vasca in 4 mesi

L’AQUILA. Trenta donne, in appena 4 mesi dall’attivazione del parto in acqua, hanno appagato lo straordinario desiderio di mettere al mondo un figlio in un dolce, indimenticabile sciacquio e in una vasca ‘magica’, con colori soft e sormontata da un ‘tettino’ che riproduce l’azzurrino del cielo.
Il parto liquido, introdotto al San Salvatore di L’Aquila nell’ottobre scorso,
si sta rivelando un’esperienza indimenticabile e la vasca della sala parto uno spazio ‘incantato’ e carico di mille emozioni per chi anela a far nascere la prole con questa particolare modalità. Il desiderio di vivere la dimensione del parto nella speciale vasca dell’ospedale è così dirompente che le richieste espresse dalle partorienti sono in numero ben superiore alle 30 donne che sono riuscite a provare l’indescrivibile sensazione della nascita in acqua.
Ciò perché, ad ogni istanza avanzata dalla donna, segue una rigorosa analisi dello stato della gravidanza da parte dello staff medico. Il disco verde all’accesso in vasca arriva solo quando tutti gli esami danno un responso perfetto e dunque non vi sono rischi particolari.

«Purtroppo non è possibile accogliere tutte le tante richieste che ci vengono espresse», dichiara il professor Gaspare Carta, direttore di ostetricia e ginecologia di L’Aquila, «perché esse devono superare tutti i parametri di sicurezza previsti. La valutazione medica della gravidanza, dopo la richiesta da parte della donna, viene effettuata al momento del ricovero in ospedale. Le donne che hanno una gravidanza senza particolari problemi entrano in acqua nel momento in cui comincia la fase dilatativa e dunque iniziano le contrazioni. Il contatto col liquido ha un comprovato effetto rilassante sulla muscolatura della partoriente e dà una sensazione di profondo benessere. Il travaglio compiuto nel liquido può sfociare nella effettiva espulsione del feto in acqua oppure concludersi al di fuori».
L’opzione ‘liquida’ del parto registra un marcato interesse, oltreché dalla provincia di L’Aquila, da parte di molte donne della costa adriatica che contattano il San Salvatore per chiedere informazioni e prepararsi eventualmente a ‘celebrare’ l’evento della maternità nel capoluogo regionale.

Dare la vita a ‘bagno’, all’interno dell’Ostetricia aquilana - che si avvale di un collaudato team di ostetriche guidato da Daniela Evangelista - è una prestazione aggiuntiva e d’eccellenza offerta dall’ospedale di L’Aquila che, oltretutto, dispone di un reparto molto efficiente di Neonatologia, diretto da Sandra Di Fabio, per assistere bimbi prematuri.
Intanto, da gennaio a oggi, i parti complessivi a ostetricia (compresi quelli in acqua) sono 151, a una media di 3 al giorno. Un andamento in sintonia con lo standard consolidato che ha portato anche quest’anno ostetricia a superare la soglia dei mille parti annui.