SALUTE

Aumentano i celiaci in Abruzzo, + 14% in tre anni

Relazione annuale al Parlamento, colpite 2 donne per ogni uomo

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Aumentano i celiaci in Abruzzo, + 14% in tre anni





ROMA. Crescono i celiaci in Italia e anche in Abruzzo: nel 2013 in tutta la penisola ne sono stati rilevati 15.830 in più rispetto al 2012.
I dati, nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia 2013, giunta alla sua settima edizione, inviata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin alle Camere.
In cima alla classifica delle regioni più colpite c'é la Lombardia, con il 17,4%, seguita da Lazio con il 10,1% e Campania con il 9,4%.
In Abruzzo i celiaci sono 3.909 (2,4%), 1.064 maschi e 2.845 donne e si è registrato un +14% negli ultimi 3 anni. La celiachia e la scoperta di essa colpisce in regione soprattutto la fascia di età adulta (3.417 casi), seguono i casi di bambini fino a 10 anni (436 casi).
La formazione e l’aggiornamento professionale di albergatori e ristoratori costituisce uno strumento fondamentale per la crescita dei singoli lavoratori e per l’innalzamento del livello qualitativo dei servizi prestati nel settore della ristorazione senza glutine. In Abruzzo nel 2013 sono stati formate 3.613 persone per un totale di 128 corsi differenti. Dal 2011 al 2013 i corsi in regione sono stati ben 464 per un totale di 12.400 partecipanti.

UNA DONNA OGNI DUE MASCHI
La celiachia è una malattia autoimmune che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all'assunzione del glutine e colpisce in proporzione per ogni maschio almeno 2 femmine. Nel 2013 i maschi celiaci risultano essere 47.837 mentre le femmine 115.933, più del doppio.
«Oggi la garanzia di poter disporre di alimenti sicuri non è limitata al consumo casalingo - scrive nell'introduzione della Relazione il Ministro Beatrice Lorenzin - ma coinvolge anche la ristorazione nelle scuole, negli ospedali, nei luoghi di lavoro e negli esercizi pubblici».
E proprio la celiachia è una delle "new entry" nei Lea, i nuovi Livelli essenziali di assistenza, le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) gratuitamente o pagando un ticket.
«Tutelare significa assistenza - conclude il Ministro - prevenzione ma anche valore sociale che si traduce in un Servizio Sanitario Nazionale che si prende cura del paziente e che, per le sue peculiarità, può essere un esempio non solo per l'Europa ma anche per il mondo».

LE MENSE
Oggi la garanzia di poter disporre di alimenti sicuri non è limitata al consumo casalingo, ma coinvolge anche la ristorazione nelle scuole, negli ospedali, nei luoghi di lavoro e negli esercizi pubblici. Nel 2013, sul territorio nazionale sono state censite ben 41.597 mense di cui 29.113 scolastiche, 3.921 ospedaliere e 8.563 mense riconducibili alle pubbliche amministrazioni. La Lombardia con le sue 6.087 mense risulta la Regione con il più alto numero, seguita dal Piemonte con 5.103 mense e dal Veneto con 4.409 mense.
Ad oggi l’unica terapia resta ancora la dieta priva di glutine, garantita da un numero sempre maggiore sul mercato di prodotti sostitutivi di alimenti tradizionalmente prodotti con cereali contenti glutine.



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