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Stetoscopio addio, in tasca medico porterà ecografo

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Stetoscopio addio, in tasca medico porterà ecografo

 


 ROMA. Strumento simbolo della professione medica, lo stetoscopio sta per divenire un oggetto di storia della medicina, sostituito dall'ecografo portatile, low cost ma accurato da usare in ogni occasione. Lo sostiene un editoriale sulla rivista Global Heart (il giornale della World Heart Federation) firmato da Jagat Narula e Bret Nelson della Mount Sinai School of Medicine presso New York.
«C'è grande entusiasmo oggi per gli strumenti ecografici - commenta Raffaele Landolfi, direttore del dipartimento di scienze mediche dell'Università Cattolica di Roma - e l'entusiasmo aumenterà quando saranno a disposizione ecografi portabili; ma ci vorrà molto tempo perché l'ecografo sostituisca lo stetoscopio».
 Oggi sono tantissime le tecnologie che stanno rivoluzionarlo la sanità: pensiamo alla cartella clinica elettronica che qualunque medico assista un paziente può scaricare sul proprio pc, oppure all'idea di sostituire la ricetta cartacea usata per le prescrizioni mediche con quella elettronica, oppure alla telemedicina, oggi già realtà in molti paesi permettendo ad esempio 'visite virtuali' senza accesso diretto del paziente in ospedale. Anche gli strumenti medici di base, quelli che si imparano ad usare già ai primi anni di medicina, sono destinati a cambiare.
 Tra questi di certo lo stetoscopio che oggi, spiega Landolfi, gli studenti imparano a maneggiare già al terzo o al quarto anno; questo perché costa poco e su internet si trovano anche simulazioni di auscultazione per fare pratica. Inventato nel 1804, lo stetoscopio è lo strumento usato dal medico per auscultare principalmente il cuore o i polmoni e rilevare i rumori prodotti da questi organi, distinguendo quelli normali segno di una sana attività degli stessi, da quelli che si originano in seguito a processi patologici. Tutto ciò potrebbe divenire un oggetto del passato.
«Già oggi - si legge sull'editoriale - molti produttori di apparecchi medicali offrono palmari ed ecografi leggermente più grandi di un mazzo di carte, con la tecnologia e gli schermi simili a quelli di moderni smartphone».

 Man mano che le dimensioni di un ecografo continueranno a diminuire, via via che la loro accuratezza aumenterà avvicinandosi a quella di dispositivi più grandi e più costosi, gli ecografi portatili potranno diventare lo strumento base per un medico, da tenere sempre con sé e usare per decisioni di diagnosi rapida.
«Oggi, più di 20 specialità mediche comprendono l'uso di ecografi come competenza di base per il medico», dicono Narula e Nelson.
«Da un punto di vista tecnico come possibilità diagnostica non c'è dubbio che l'ecografo portatile possa fornire informazioni importanti, dettagliate e accurate che la visita medica non sempre riesce a dare - sottolinea Landolfi. Ma quello che l'ecografo non può fornire è un'informazione sulle condizioni generali del paziente e sullo stato di sofferenza fisica, psicologica».
 Il potenziale rischio, aggiunge, è che l'ecografo allontani il medico dal paziente.
«È probabile che lo stetoscopio sarà mandato in pensione - precisa Landolfi - ma servirà molto tempo e la fase intermedia in cui saranno usati sia lo stetoscopio sia l'ecografo durerà molto a lungo».
 Infatti «servirà del tempo per formare i medici all'uso dell'ecografia - sottolinea Landolfi. La didattica con l'ecografo è qualcosa di molto più complesso e costoso da organizzare e gestire - conclude - è pensabile che tra 3-5 anni nelle strutture di avanguardia lo stetoscopio e l'ecografo potranno cominciare ad essere usati in tandem, ma per ora è difficile che questo scenario si allarghi alla medicina sul territorio e agli ospedali periferici».