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Salute/ La sigaretta elettronica fa male? «La Commissione Europea faccia chiarezza»

«Necessaria scelta libera ma consapevole»

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Salute/ La sigaretta elettronica fa male? «La Commissione Europea faccia chiarezza»

La sigaretta elettronica fa male? «La Commissione Europea faccia chiarezza»
«Necessaria scelta libera ma consapevole»
Sigaretta elettronica, aldo patriciello, commissione europea, fumo, tabacco
ROMA. Con un’interrogazione scritta l’onorevole Aldo Patriciello ha espresso dubbi sulla commercializzazione delle sigarette elettroniche. 
In particolare l’Eurodeputato ha richiesto una maggiore chiarezza riguardo alla salubrità delle sigarette commercializzate tramite uno studio che accerti, in maniera puntuale, gli effetti che tale tipologia di sigarette dovrebbe generare sull’organismo. 
Inoltre Patriciello ha sottolineato la necessità di stilare una legislazione in materia che tuteli il consumatore finale tramite anche un’armonizzazione delle norme dei diversi Stati membri.
Vendutissime (si parla di milioni di pezzi) in questi mesi le sigarette elettroniche hanno una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari.
Il vapore inalato consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, il rischio cancerogeno è teoricamente più basso per la mancanza dei residui dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici, eccetera). Ma i dubbi, come detto, sono tantissimi.
«Alla luce anche di una legislazione che risale al 2001 da aggiornare», spiega Patriciello, «ritengo che la Commissione europea debba fare chiarezza per garantire, così come detta la legislazione comunitaria, la tutela della salute dei cittadini. Oltre ad uno studio sulle sigarette elettroniche, ho chiesto anche un sistema di brevetti europei e di tracciabilità al fine di rendere il ciclo di produzione chiaro a tutti e un controllo maggiore sulle sigarette. Se le sigarette elettroniche fanno male bisogna tutelare i consumatori e informarne gli stessi così come avviene per le sigarette ‘normali’. Il fumatore europeo come consumatore deve essere salvaguardato e informato al fine di permettergli una scelta che sia la più libera e consapevole possibile».
ROMA. Con un’interrogazione scritta l’onorevole Aldo Patriciello ha espresso dubbi sulla commercializzazione delle sigarette elettroniche. 
In particolare l’Eurodeputato ha richiesto una maggiore chiarezza riguardo alla salubrità delle sigarette commercializzate tramite uno studio che accerti, in maniera puntuale, gli effetti che tale tipologia di sigarette dovrebbe generare sull’organismo. Inoltre Patriciello ha sottolineato la necessità di stilare una legislazione in materia che tuteli il consumatore finale tramite anche un’armonizzazione delle norme dei diversi Stati membri.Vendutissime (si parla di milioni di pezzi) in questi mesi le sigarette elettroniche hanno una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari.Il vapore inalato consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, il rischio cancerogeno è teoricamente più basso per la mancanza dei residui dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici, eccetera). Ma i dubbi, come detto, sono tantissimi.«Alla luce anche di una legislazione che risale al 2001 da aggiornare», spiega Patriciello, «ritengo che la Commissione europea debba fare chiarezza per garantire, così come detta la legislazione comunitaria, la tutela della salute dei cittadini. Oltre ad uno studio sulle sigarette elettroniche, ho chiesto anche un sistema di brevetti europei e di tracciabilità al fine di rendere il ciclo di produzione chiaro a tutti e un controllo maggiore sulle sigarette. Se le sigarette elettroniche fanno male bisogna tutelare i consumatori e informarne gli stessi così come avviene per le sigarette ‘normali’. Il fumatore europeo come consumatore deve essere salvaguardato e informato al fine di permettergli una scelta che sia la più libera e consapevole possibile».