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Malattie renali, medici in piazza a Chieti per fare prevenzione

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Malattie renali, medici in piazza a Chieti per fare prevenzione




CHIETI. Sono 1.074 in Abruzzo le persone che si sottopongono a dialisi e 271 i pazienti che hanno subito un trapianto di rene.

I dati, riferiti al 2011, indicano una crescita costante dell’insufficienza renale, passata da una prevalenza di 865 per milione di abitanti agli oltre mille del 2011. I dati del 2012, in fase di elaborazione, sembrano comunque confermare tale tendenza.
Una persona su dieci soffre di disturbi ai reni, ma spesso non ne è consapevole. Ecco perché è necessaria una diagnosi precoce e un’attenta prevenzione delle malattie renali.
A tal fine la Clinica Nefrologica dell’Università “Gabriele d’Annunzio” e della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretta dal professor Mario Bonomini, in collaborazione con la Sezione provinciale della Croce Rossa Italiana, allestirà giovedì prossimo, 14 marzo, una postazione in piazza G.B. Vico a Chieti dalle ore 10 alle 20 in occasione della Giornata mondiale del Rene. Lo slogan di quest’anno è “Controlla se sei a rischio”.
Personale medico specializzato sarà disponibile gratuitamente a effettuare il controllo della pressione arteriosa e dell’esame delle urine nonché a fornire informazioni e materiale illustrativo a tutti i cittadini interessati. Alle persone esaminate sarà rilasciata una scheda con i risultati degli esami e i suggerimenti nefrologici ritenuti più opportuni, inclusi eventuali approfondimenti diagnostico-terapeutici.
Tale iniziativa di promozione della “salute renale”, che si ripete in città dopo la favorevole esperienza degli scorsi anni, è volta a favorire la conoscenza e la prevenzione delle malattie renali alla popolazione.
«L'insufficienza renale cronica – spiega il professor Bonomini – è uno stato di malattia di grande impatto clinico, sociale ed economico sul Servizio Sanitario per tre fattori principali. Il numero di pazienti affetti da insufficienza renale cronica è in costante ascesa, la mortalità e la morbilità cardiovascolare sono significativamente elevate e, infine, il trattamento dialitico, punto di arrivo di molti pazienti con tale patologia, è una terapia ad alto costo sociale ed economico».
Negli scorsi decenni molto è stato fatto per assicurare un trattamento dialitico di qualità a tutti coloro che ne presentassero la necessità e per aumentare il numero di trapianti renali. Oltre a intensificare l’impegno per un ulteriore sviluppo di queste terapie, è necessario promuovere un’energica campagna di prevenzione e diagnosi precoce delle nefropatie.