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Aids, studio della Asl di Pescara pubblicato su rivista internazionale

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Aids, studio della Asl di Pescara pubblicato su rivista internazionale
PESCARA. Uno Studio della ASL di Pescara e dell’ Università d’Annunzio di Chieti-Pescara  ridefinisce l’associazione tra fattori psicologici e malattie cardiovascolari nei pazienti HIV positivi.


E’ noto da tempo che la depressione può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.
Negli ultimi anni sono emersi altri tratti psicologici meno noti, tra cui l’alessitimia (un  tratto personologico caratterizzato da difficoltà nella elaborazione e regolazione delle emozioni), il cui impatto sul sistema cardiovascolare è stato documentato nella popolazione generale ma poco chiaro nei pazienti con infezione da AIDS.
Il gruppo del Dr. Giustino Parruti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Malattie Infettive della AUSL di Pescara, in stretta collaborazione con il Dr. Francesco Vadini esperto di neuropsicoinfettivologia, ed alcuni ricercatori dell’Università di Chieti-Pescara (Prof. Lamberto Manzoli, dr.ssa Francesca Santilli, dr. Giulio Calella, Prof. Mario Fulcheri), hanno documentato, per la prima volta, un’associazione molto forte tra la presenza di alessitimia e l’insorgenza di malattie cardiovascolari in soggetti HIV positivi.
Nello studio, che è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, i ricercatori hanno seguito 230 soggetti per diversi anni, valutando alcuni parametri oggettivi, tra cui lo spessore della parete della carotide.
«I risultati dello studio sono in parte sorprendenti», afferma il dottor Vadini esperto di psicoinfettivologia presso l’UOC di Malattie Infettive di Pescara, «in primo luogo perché il tratto alessitimico tra i pazienti HIV è risultata molto più frequente di quanto ci si potesse attendere (oltre il 40% dei soggetti studiati); in secondo luogo perché l’alessitimia sembra accrescere il rischio cardiovascolare assai più della depressione, dell’obesità lieve, dell’ipertensione media e del colesterolo totale, perlomeno nei soggetti HIV positivi. Infatti, anche controllando nelle analisi per i possibili confondenti, il rischio di infarto/ictus è apparso oltre 5 volte superiore nei soggetti affetti da alessitimia».
Secondo il Dr. Parruti, «se i risultati del nostro studio saranno confermati in una serie di valutazioni multicentriche nazionali al varo nei prossimi giorni, sarà possibile attuare una serie di interventi innovativi di grande efficacia per la riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti HIV positivi. Appare molto interessante, inoltre, la possibilità di rivalutare in un contesto diverso, l’effettivo peso della tossicità cardiovascolare di molti dei farmaci antiretrovirali sin qui sotto accusa».
Soddisfazione è stata espressa dal Direttore Generale della ASL di Pescara, dr. Claudio D’Amario, che ha favorito la realizzazione della ricerca e che ha affermato «questo studio mostra l’importanza dell’integrazione dell’azione degli psicologi clinici nell’inquadramento e nella gestione di patologie mediche di alto rilievo».