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Influenza: si attende il picco, crollano le vaccinazioni

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ROMA.  Con oltre 400mila italiani costretti a letto la scorsa settimana, e 13 milioni ammalatisi dall'inizio di novembre, per l'influenza stagionale è ormai vicino il picco di casi, previsto per la fine di gennaio e febbraio.


Un picco che, quest'anno, potrebbe segnare un consistente aumento del numero delle persone colpite, anche a causa del minor ricorso alla vaccinazione. Sono infatti circa 1,5 milioni in meno, secondo alcune stime, i connazionali che si sono immunizzati per la stagione influenzale 2012-13. Tuttavia, avvertono gli esperti, vaccinarsi è ancora possibile ed auspicabile, anche se siamo ormai agli ultimi giorni utili. Da novembre, afferma il ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, «l'influenza ha colpito circa 1,3 milioni di italiani, ai quali si aggiungono altri 2,5 milioni colpiti da virus parainfluenzali».
 E quella in corso, avverte, «potrebbe rivelarsi una stagione pesante per numero complessivo di casi rispetto agli anni scorsi. Negli Stati Uniti non si registrava un'epidemia influenzale così impegnativa da 3-4 anni e ciò potrebbe verificarsi anche da noi, dal momento che i virus sono simili».
 Alla fine, afferma, «i casi totali potrebbero arrivare a 6 milioni. Dunque è necessario prepararsi, anche per evitare situazioni di sovraffollamento nei Pronto soccorso».
 Un peso rilevante, spiega l'esperto, avrà sicuramente il minore ricorso alla vaccinazione verificatosi quest'anno: per effetto dei ritardi e dei ritiri di lotti di vaccini risultati difformi all'inizio della Campagna di vaccinazione, sottolinea Pregliasco, «molte persone quest'anno non si sono vaccinate: circa 1-1,5 milioni, che equivale ad un meno 10-15%. Nella scorsa stagione, il totale delle persone vaccinate ha raggiunto i 12-13 milioni».
 Tale minore ricorso alla vaccinazione, secondo il ricercatore, «potrebbe determinare un aumento di circa 200mila casi di influenza rispetto al totale della scorsa stagione, con un numero percentuale di decessi pari ad una decina in più, considerando che la percentuale media di riferimento è di 10 casi mortali per complicanze da influenza su 100mila casi».
 Ma per il segretario della Federazione medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, la stima dei non vaccinati rispetto alla scorsa stagione sarebbe ancora maggiore, sfiorando il 40%. Quanto ai timori per il virus influenzale A/H3N2 Victoria, che ha fatto numerose vittime negli Usa, Pregliasco tranquillizza: «Non siamo dinanzi ad un virus più aggressivo e letale, ma la sua più ampia diffusione ha determinato, negli Stati Uniti, anche un maggior numero di casi letali che rimangono, tuttavia, attestati sulla media usuale di 10 su 100mila».
 Tale ceppo, precisa, «é comunque contenuto nel vaccino in uso, insieme agli altri due ceppi circolanti: B Wisconsin e A/H1N1 California».
 Attualmente, in Italia il 20% dei casi è attribuibile a B Wisconsin e l'80% agli altri ceppi. In vista del picco, è dunque l'invito di Pregliasco e Milillo, «si è ancora in tempo per vaccinarsi nei prossimi giorni, dal momento che la vaccinazione garantisce una protezione dopo 10 giorni ed il picco è previsto a fine mese». L'invito, concludono gli esperi, è valido soprattutto per le categorie a rischio, come anziani e malati cronici.