SALUTE

Aids, nell’aquilano 100 casi. Il primario: «mai abbassare la guardia»

Nel 2012 il numero dei nuovi malati è in linea con la media nazionale

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L’AQUILA . Aids: diminuisce il contagio per uso di droghe, s’impenna quello per rapporti sessuali.

Questo, in sintesi, il colpo d’occhio – elaborato in occasione della Giornata mondiale dell’Aids, celebratasi nei giorni scorsi - che scaturisce dall’attività del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore di L’Aquila, diretto da Alessandro Grimaldi, coadiuvato nel lavoro da Antonio Cellini.
A rischio, come fascia d’età, soprattutto i giovani tra i 18 e 30 anni ma il fenomeno riguarda anche persone con età superiore questa fascia anagrafica.

SCOPRIRE IL VIRUS A PIÙ DI 70 ANNI.
In alcuni casi, al reparto Malattie infettive del San Salvatore, persone di oltre 70 anni sono risultate positive al test Aids.
«Si erano contagiati 15-20 anni prima», dichiara Grimaldi, «ma se ne erano accorti facendo il test a 70 anni. Il virus, infatti, può restare silente per anni, senza dare sintomi. E’ per questo», aggiunge, «che va dato un messaggio chiaro e forte: oggi il rischio Aids viene preso sottogamba. E’ necessario tornare a prestare una maggiore attenzione nei contatti sessuali, essere prudenti e adottare tutte le cautele possibili».

E’ IL SESSO IL MAGGIOR VEICOLO DI INFEZIONE
In sostanza, così come a livello nazionale, si è registrata una drastica diminuzione dei contagi tra tossicodipendenti ma, per converso, un forte aumento della malattia per rapporti sessuali non protetti. Nell’area dei Comuni aquilani, nel 2012, il numero di casi è in linea col dato nazionale (5% su 100.000 abitanti) ma i medici sono chiari: si è abbassata la guardia, nel senso che si fanno pochi controlli e non si è sufficientemente consapevoli del rischio di contatti sessuali occasionali e non protetti. Dopo la grande paura degli anni d’esordio (nel 1987 ci fu il picco massimo, quando l’Aids assunse le sembianze di una vera e propria epidemia), negli anni successivi si è smarrita progressivamente la consapevolezza dell’attenzione alla condotta di vita nei rapporti intimi: un allentamento dei freni inibitori che rischia però di essere pagato a caro prezzo.
La mancanza di controlli costanti (ricordiamo che il test Hiv in ospedale è gratuito e anonimo) consente al virus di restare latente per anni.

L’AQUILA IN LINEA CON L’ITALIA.
Attualmente Malattie infettive del San Salvatore, come popolazione sieropositiva, segue periodicamente circa 100 soggetti. Pazienti assistiti dal reparto mediante ambulatorio o Day Service (si fanno più esami in una unica mattinata, senza ricovero ospedaliero, per poter avere la risposta definitiva e la sintesi della propria situazione da un unico specialista). I nuovi casi, nel 2012, nel comprensorio dei Comini aquilani, sono del tutto conformi alla media nazionale che è di 5 ogni 100.000 abitanti.

TERAPIE E COSTI
«Oggi di Aids si muore sempre meno perché esistono terapie», aggiunge Grimaldi, «basate su combinazioni di farmaci, che consentono di ‘gestire’ la malattia per molti anni, fino a trattarla come fosse una patologia cronica. La sfida, però, oltre alla prevenzione - che resta la misura prioritaria nella lotta all’Hiv - è quella di ridurre il numero e il costo dei farmaci utilizzati per la terapia. E su questo si è già iniziato un percorso che darà ulteriori risultati nei prossimi anni».