SALUTE

Farmaci: sempre più costosi,anche 2500 euro spesa l'anno

Cittadinanzattiva: «pochi servizi a domicilio e tardi in prontuari»

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ROMA. Farmaci sempre più costosi, con spese che arrivano anche fino a 2500 euro l'anno per i malati cronici, difficoltà ad averli e tempi lunghi perché siano inseriti nei prontuari.


E’ il quadro che emerge da un'indagine di Cittadinanzattiva-Tribunale diritti del malato (Tdm) sull'accesso ai servizi farmaceutici pubblici e la distribuzione diretta dei farmaci. Per un malato cronico la spesa media annuale per l'acquisto di farmaci necessari e non, rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, si stima sia di circa 1.227 euro, mentre quella per l'acquisto di parafarmaci è in media di 1.297, che insieme superano i 2.500 euro. «I cittadini sono indignati per l'aumento del costo dei ticket e dei farmaci in fascia C e fascia A - commenta Giuseppe Scaramuzza, coordinatore del Tdm - Ci sono poi difficoltà nell'accesso per i farmaci ospedalieri, anche per motivi di burocrazia».
POCHE CONSEGNE A DOMICILIO: è un servizio ancora da sviluppare, soprattutto per la terapia del dolore. Nel 54% delle farmacie monitorate infatti non è attivo un servizio di erogazione dei farmaci a domicilio. Nel 39,4% dei casi i cittadini sono costretti a ritirare il farmaco presso il presidio farmaceutico. Il 31% delle farmacie fornisce un servizio di assistenza domiciliare alle persone allettate (31%), il 9,9% a chi è affetto da patologie croniche, rare e degenerative, il 5,6% a chi assume terapie a lungo termine . Solo nell'8,5% delle realtà monitorate esistono protocolli per consegnare a domicilio i farmaci per la terapia del dolore.
RITARDI PER AVERE QUELLI INNOVATIVI: perché i farmaci siano disponibili ai cittadini devono superare numerosi passaggi a livello nazionale, regionale e poi locale. Passaggi che allungano i tempi per l'inserimento dei farmaci nei prontuari. Il tempo medio stimato necessario all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per l'autorizzazione e il prezzo di rimborso si aggira sui 226 giorni. A questi vanno aggiunti 449 giorni, di media, per l'inserimento nei prontuari regionali, e i tempi per includere i farmaci approvati dai prontuari regionali nei prontuari ospedalieri o aziendali.
MOBILITA' SANITARIA: il 35,8% dei presidi farmaceutici cerca di erogare il farmaco anche quando il centro prescrittore fa capo ad un'asl diversa, mentre il 29,9% fornisce il farmaco solo se è contemplato nel prontuario. Quando il cittadino deve recarsi in una Regione diversa dalla sua, i presidi farmaceutici ospedalieri e territoriali garantiscono il farmaco anche per periodi di tempo più lunghi (81,5%), o contattano la asl per trovare un accordo (18,5%).