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Sclerosi multipla: in Abruzzo colpite 1500 persone

All’Ospedale di Chieti si parla degli ultimi progressi della ricerca

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Sclerosi multipla: in Abruzzo colpite 1500 persone
CHIETI. La persona che riceve una diagnosi di sclerosi multipla si trova in un attimo a veder cambiare le proprie prospettive di vita e priorità: l’imprevedibilità di questa patologia, che colpisce soprattutto persone di età medio-giovane e per la maggior parte donne, provoca una reazione di smarrimento, paura e disorientamento.

Nel mondo, si contano circa 3 milioni di persone con sclerosi multipla, di cui 450.000 in Europa e circa 60.000 in Italia. Il nostro Paese appartiene alla zona a più alto rischio di malattia, con una percentuale d'incidenza annuale di circa 1 caso ogni 1.050 abitanti e 1.809 casi ogni anno, che vuol dire 1 diagnosi ogni 4 ore. La sclerosi multipla si sviluppa tipicamente tra i 15 e i 50 anni, con un’età media d’insorgenza tra i 20 e i 40 anni, e colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, con un rapporto di quasi 3:1.
Ma la buona notizia è che i pazienti non sono mai lasciati soli, perché possono contare su strutture, come il Centro di Riferimento Regionale Sclerosi Multipla dell’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove operano medici e personale infermieristico altamente qualificati. Inoltre, oggi esistono terapie efficaci che permettono di rallentare la progressione della sclerosi multipla e di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Nell’ambito dell’impegno del Centro di Riferimento Regionale Sclerosi Multipla e per favorire il dialogo tra specialisti e pazienti, si svolgerà sabato 24 novembre, alle 14.30, a Montesilvano, nella Sala del Mare del Palacongressi D’Abruzzo, un incontro che ha l’obiettivo di sostenere e offrire supporto alle persone con sclerosi multipla, fornendo loro tutte le informazioni utili sulla patologia. L’iniziativa è realizzata con il contributo incondizionato di Novartis Farma, leader nell'area delle neuroscienze da più di 50 anni, attiva nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, impegnata a rispondere alle esigenze mediche non ancora soddisfatte e a sostenere i pazienti con sclerosi multipla e le loro famiglie.

«La gestione globale e accurata di un paziente con sclerosi multipla» – dichiara Alessandra Lugaresi, Professore Associato di Neurologia, Università degli Studi ‘G. d’Annunzio’ di Chieti e Responsabile del Centro di Riferimento Regionale Sclerosi Multipla – «ha alcuni aspetti da non sottovalutare come la relazione medico-paziente-infermiere, che deve essere ben salda fin dal momento della diagnosi, e la multidisciplinarietà del percorso diagnostico-terapeutico: la sclerosi multipla è una patologia molto complessa e il nostro Centro è in grado di affrontarla mettendo a disposizione tutte le competenze specialistiche necessarie. L’incontro con i pazienti rientra nel nostro impegno e rispecchia la nostra volontà di mettere sempre il paziente al centro, offrendogli non solo le terapie più innovative, ma anche supporto, informazioni e servizi».

La sclerosi multipla è una patologia cronica, progressiva e invalidante, che colpisce il Sistema Nervoso Centrale (SNC). È detta anche sindrome demielinizzante, perché nel suo decorso distrugge la mielina, guaina protettiva che avvolge ed isola le fibre nervose e che permette loro di condurre gli impulsi dalle diverse aree del SNC alla periferia e viceversa. L’approccio terapeutico della sclerosi multipla ha fatto negli anni grandi passi avanti. L’avvento della prima terapia orale, disponibile in Italia da circa un anno e utilizzata già in quasi tutti i Centri, «può contribuire» – spiega la Prof.ssa Lugaresi – «a migliorare oltre che il decorso della malattia anche la qualità della vita e l’aderenza del paziente alla terapia. L’aderenza alle terapie è fondamentale quando si tratta di patologie ad andamento cronico ed evolutivo come la sclerosi multipla».