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Salute: disoccupati e precari più a rischio infarto

«Rischio più elevato nel primo anno senza lavoro»

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Salute: disoccupati e precari più a rischio infarto

CHICAGO. I disoccupati e i precari hanno maggiori rischi di subire un attacco di cuore.
La disoccupazione, la perdita di più lavori e l'occupazione instabile sono tutti fattori che aumentano la possibilità di soffrire di malattie cardiache o di avere un infarto. E' quanto emerso da uno nuovo studio della Duke University coordinato da Matthew Dupre condotto su 13. 451 americani con una età compresa tra i 51 e i 75 anni.
La ricerca pubblicata sugli 'Archives of Internal Medicine' analizza l'effetto delle perdite di lavoro continuative sulla salute di un lavoratore. In pratica lo studio dimostra una correlazione tra precarietà e attacchi cardiaci. «I nostri risultati confermano che esiste una associazione tra la disoccupazione prolungata o vissuta a più riprese e l'aumento del rischio di insorgenza di una patologia cardiaca», hanno spiegato gli autori.
«Il rischio maggiore di attacchi cardiaci è più alto durante il primo anno di disoccupazione - hanno aggiunto - ma il mantenimento dello status di disoccupato, il numero di perdite di lavoro subite e il tempo trascorso senza una occupazione sono tutti risultati fattori associati all'aumento del rischio di infarto rispetto alle persone con una occupazione stabile».