IL CASO

La cuoca in tv: «se l’aglio diventa nero, il fungo è tossico». Interviene il Ministero

«Rettificate l’informazione»

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La cuoca in tv: «se l’aglio diventa nero, il fungo è tossico». Interviene il Ministero
ITALIA. Dai micologi, alle associazioni dei consumatori, ai cittadini.

In numerosi si sono scagliati contro il programma culinario, il “Club delle Cuoche”, trasmesso sul digitale terrestre, reo di aver diffuso un messaggio pericoloso e fuorviante: «per definire la pericolosità di un fungo basta vedere come reagisce l’aglio durante la cottura: se diventa nero il fungo è velenoso, altrimenti non c’è pericolo».

Niente di più errato, hanno sottolineato i micologi e gli esperti, additando l’espressione «come una credenza popolare». Adesso è intervenuto anche il Ministero della Salute che ha chiesto un’ immediata rettifica del messaggio. Il misunderstanding (equivoco), così lo hanno fatto passare dagli studi di registrazione del programma, risale al 4 novembre.
La battuta della cuoca non è passata inosservata. Sul Web si è scatenato il putiferio a colpi di posts del tipo: «cancellerò Arturo tv dalla lista dei canali e mi impegnerò per pubblicizzarvi nel peggior modo possibile, chi si prende gioco dell'altrui vita non deve avere spazio», ha detto la fan (ormai ex fan), Anna Rivarola sulla bacheca Facebook della trasmissione.

Non è mancata la richiesta di spiegazioni da parte del micologo professionista, Niccolò Oppicelli che gestisce una rubrica “Passione funghi”. La Tv, in un post stringato su Facebook, si è giustificata dicendo «che la frase detta è una delle credenze popolari che talvolta sappiamo essere inesatte».
L’associazione dei consumatori Robinhood Abruzzo è andata a fondo della vicenda, interpellando il Ministero della Salute.
Il Dicastero in una lunga e-mail firmata dal capo ufficio stampa, Alberto Bobbio, ha spiegato che queste informazioni sono inesatte e possono risultare un pericolo indiretto per la salute del consumatore; ha ribadito che non esistono metodi empirici (quali appunto le prove con l’aglio, monete d’argento, ed altro) per verificare se il fungo sia velenoso o meno; ed ha chiarito che le uniche fonti attendibili, sono gli ispettori micologici dei Servizi di Igiene Pubblica delle Asl, presenti su tutto il territorio nazionale, i quali hanno anche il compito di informare il cittadino, promuovere campagne di sensibilizzazione, organizzare corsi e mostre in collaborazione con le associazioni micologiche.

«Per evitare rischi», precisa il Dicastero, «in caso di raccolta privata o diretta non si devono consumare i funghi, anche se si ritiene di saperli riconoscere, senza averli fatti prima controllare dal micologo professionista presso il locale Ispettorato micologico dell’Asl. Si consiglia, inoltre l’acquisto solo presso punti vendita sicuri, che per legge debbono vendere funghi controllati, evitando acquisti presso venditori occasionali o ambulanti. Anche in considerazione dei molti casi di avvelenamento occorsi nelle ultime settimane, è importante che i cittadini vengano correttamente informati».
Infine, il monito alla trasmissione: «vi invitiamo a rettificare nel corso di una delle prossime puntate della trasmissione l’errata informazione diffusa in precedenza».
Intanto sulla pagina Facebook del programma Enrica Morlotti, esperta in micologia, si continua a chiedere come mai nessuno risponda. «Perchè non rispondete ai gruppi micologici», chiede la donna, «che vi chiedono di rettificare le vostre panzane?».
Forse, ora, arriverà più di una risposta.