SANITA'

Salute. Malattie infettive in Abruzzo: «Epidemia silenziosa»

«Si scoprono troppo tardi per poterle curare»

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Salute. Malattie infettive in Abruzzo: «Epidemia silenziosa»


ABRUZZO. In termini assoluti, assicura il professor Eligio Pizzigallo, direttore della Clinica di Malattie Infettive di Chieti, la regione Abruzzo non è certo ai primi posti, tra le regioni italiane, in termini di incidenza dell'infezione da HIV ed anche per la TBC.
«Il problema», spiega Pizzigallo, «è che queste malattie sono spesso misconosciute e si scoprono quando è troppo tardi per poterle curare con le terapie assai efficaci che attualmente sono a disposizione. Da qui anche l'impegno degli infettivologi italiani, ed anche abruzzesi, di individuare le infezioni sommerse il cui elenco va sempre più aumentando, a mano a mano che si affinano le tecniche diagnostiche».
La TBC continua a rappresentare, a livello mondiale, una grave minaccia per la salute pubblica. Nonostante sia curabile, nell’ultimo anno sono stati registrati oltre 1,5 milioni di decessi, quasi 5000 al giorno; il 98% di questi era concentrato nei Paesi in via di sviluppo. I nuovi casi sono stati oltre 8 milioni, localizzati per l’80% in poco più di 20 Paesi ad alta endemia. L’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) ha stimato che circa un terzo della popolazione mondiale, due miliardi di persone, sia stata infettata e che di queste il 10% sia destinata ad ammalarsi.
Sempre l’OMS ha lanciato di recente un allarme tubercolosi nei paesi dell’Est Europa, dove l’infezione è endemica, con dati di prevalenza e di incidenza molto alti (75% del totale europeo). Si calcola, ad esempio, che dei 70mila casi europei di tubercolosi multiresistente (che non risponde alla terapia di prima scelta ed anche ai principali farmaci di seconda linea) il 95% si registra nei paesi dell’Europa dell’Est. Questa forma di tubercolosi, definita tubercolosi a “resistenza estesa” (o extremely drug-resistant tuberculosis XDR-TB) si sviluppa in genere in pazienti trattati in modo inadeguato e si può trasmettere ad altre persone. E’ una malattia molto difficile da curare, con alti tassi di mortalità. Senza un miglioramento delle pratiche cliniche e lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici nonché di nuovi farmaci, l’eliminazione della TB in Europa rimane una meta irraggiungibile.
«Le nuove forme di tubercolosi non sono più sensibili ai farmaci attualmente a disposizione, e non ne sono stati prodotti di nuovi» - allerta il professor Orlando Armignacco, presidente della Simit.
«Molto spesso si fa l’identificazione tra problema tubercolare ed immigrazione: la tubercolosi colpisce tutti i tessuti sociali. Si auspica, quindi, una ricerca nel campo farmacologico che possa combattere queste nuove forme per la sicurezza di tutti, grandi e piccoli. E sarebbe opportuno che farmaci alternativi potessero essere a disposizione di centri specialistici che possiedono sia la competenza clinica, che le stanze idonee per accogliere i pazienti.»
Essendo la TBC una malattia infettiva, occorre fare molta attenzione per individuarla il prima possibile: la tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano asintomatiche. I sintomi classici sono tosse cronica con espettorato striato di sangue, febbre di rado elevata, sudorazione notturna e perdita di peso. L'infezione di altri organi provoca altri sintomi più specifici.
A conclusione dell'XI Congresso Nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Pizzigallo e Giustino Parruti, direttore dell'Uoc di Malattie Infettive di Pescara, hanno presentato agli oltre 800 partecipanti al Congresso la rete dei reparti di malattie infettive della Regione Abruzzo.
«Si tratta di 6 reparti ben distribuiti sul territorio abruzzese ed in grado di affrontare al meglio le emergenze infettivologiche che periodicamente si presentano anche nella nostra regione - sottolinea il Prof. Pizzigallo - In particolare, essi hanno dovuto affrontare la pandemia AIDS a partire dagli anni '90 ed attualmente altre infezioni virali croniche, come le epatiti B e C che hanno determinato, particolarmente in Abruzzo, una vera e propria epidemia 'silenziosa' che, esordita verso la metà del secolo scorso, con l'utilizzazione delle siringhe di vetro, ha portato all'enorme numero di epatiti croniche, cirrosi ed epatocarcinomi che attualmente afferiscono presso i nostri reparti di malattie infettive».