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Fecondazione assistita: Chianciano Salute primo ad applicare tecniche di farmacogenetica

Una donna over 35 su tre ha problemi a diventare madre

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Fecondazione assistita: Chianciano Salute primo ad applicare tecniche di farmacogenetica
ROMA. In Italia oltre 45.000 nuove coppie ogni anno incontrano difficoltà nel concepimento e si confrontano con il problema dell’infertilità.

Molte di loro ricorrono a tecniche di procreazione medicalmente assistita e devono fare i conti con una legislazione al centro di numerose controversie. Proprio nei giorni scorsi una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha bocciato il divieto di diagnosi preimpianto, previsto dalla legge 40, ritenendolo incompatibile con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Ma nel campo della fecondazione assistita nel nostro Paese si sperimentano tecniche e ricerche d’avanguardia: Chianciano Salute, un Centro d’eccellenza è il primo centro in Italia ad applicare tecniche innovative di Farmacogenetica che permettono di calibrare la stimolazione ovarica sul profilo genetico di ciascuna paziente.
«A Chianciano Salute – spiega Raffaele Aiello, biologo citogenetista, responsabile del Laboratorio di Chianciano Salute – le pazienti sono sottoposte ad analisi farmacogenetiche per conoscere il loro polimorfismo genico. In questo modo si è in grado di prevedere il tipo di risposta alla stimolazione ovarica e quindi di scegliere il tipo di farmaco e stabilire il dosaggio corretto per ogni singola donna, sulla base del suo specifico profilo genetico». Ciò consente di eliminare gli spiacevoli, e a volte pericolosi, effetti collaterali derivanti da un sovradosaggio di ormoni».

Chianciano Salute è attivo come Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dal 2005 ed è in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Utilizza le più recenti tecniche di PMA di I, II e III livello, come l’ICSI (Iniezione Intra-Citoplasmatica dello Spermatozoo), una variante della FIVET che prevede, per la fase dell’inseminazione, l’introduzione con micro-iniezione di un singolo spermatozoo nell’ovocita.

Sul versante della ricerca finalizzata alla selezione ovocitaria, Chianciano Salute sta lavorando per identificare nel liquido follicolare una serie di markers biologici responsabili della ‘buona qualità’ dell’ovocita. «Molto spesso – spiega Aiello – le coppie si sottopongono a cicli ripetuti di stimolazione ovarica senza però ottenere alcun risultato, in quanto l’ovocita non viene ‘fertilizzato’ e quindi l’embrione non si forma. Identificare tali marcatori biologici consente dunque di affinare la selezione ovocitaria e quindi aumentare la probabilità di fecondazione e di creazione dell’embrione».

Buone notizie dunque per le tante coppie in cerca di una gravidanza: ogni anno sono circa 1.000 quelle che si rivolgono al Centro, con un trend in aumento del 40% nell’ultimo anno. «Attualmente i nostri tassi d'impianto sono del 40% nelle donne con età inferiore ai 35 anni, 35% quando l’età è tra i 35 e i 38 anni e 15-20% nelle donne over 40 – afferma il dottor Alfonso Maria Irollo, medico ginecologo responsabile della PMA di Chianciano Salute – i tassi sono calcolati sul numero di tecniche eseguite e pertanto sono ancora più alti se calcolati sul numero di transfer effettuati».