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Tumori: perdita frammento Dna è l’indizio della formazione melanoma

«Così diagnosi precoce del tumore»

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Tumori: perdita frammento Dna è l’indizio della formazione melanoma
NEW YORK. Le cellule della pelle che stanno per dar vita a un melanoma perdono un piccolo frammento di Dna.

Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Cell, secondo cui questo fenomeno può essere utilizzato per una diagnosi precoce del tumore, ma anche per una terapia. I ricercatori del Brigham and Women Hospital di Boston hanno scoperto che alcuni elementi nel Dna di cellule normali che producono la pigmentazione della pelle sono assenti quando queste diventano di melanoma.
La perdita di questo piccolo gruppo metilico, chiamato "5-hmc", può servire da indicatore per la presenza del tumore maligno, mentre in fasi successive può dare indicazioni sullo stadio di avanzamento del cancro. Lo studio, ancora in fase preclinica, ha anche mostrato che introducendo nelle cellule l'enzima responsabile della formazione del "5-hmc", quelle che ne sono prive smettono di crescere: «E' molto difficile riparare le mutazioni direttamente nel Dna - spiegano gli autori - quindi la scoperta che questo si può fare 'dal di fuori' e' molto promettente».
Ogni giorno in Italia venti persone scoprono di essere affette da melanoma, in un anno si contano 1.500 decessi. Nell’ultimo decennio la forma più aggressiva di tumore della pelle ha avuto un incremento del 30 per cento, sfiorando i 200.000 casi all’anno.
Il melanoma è il tumore della cute più importante, non tanto per l’incidenza, in quanto altri tumori della pelle, come i basaliomi sono più frequenti, ma per quel che riguarda le conseguenze. Il 95 per cento della mortalità da tumori cutanei è, infatti determinata dal melanoma. Il melanoma è il tumore delle cellule melanocitarie, che si sviluppa nella gran parte dei casi, 90/95 per cento, dalla cute dei pazienti, anche se spesso può manifestarsi con metastasi senza che ci sia un’evidenza di tumore primario