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Cheratite Neurotrofica, la proteina Ngf può curarla?

Al via uno studio della Dompè

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Cheratite Neurotrofica, la proteina Ngf può curarla?
MILANO. Dompé, una delle principali aziende biofarmaceutiche in Italia, ha avviato lo studio clinico di fase I sull’impiego del Nerve Growth Factor, una proteina solubile che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni, la cui scoperta ha valso il premio Nobel a Rita Levi Montalcini, per la cura della Cheratite Neurotrofica.

La patologia oculare rara, ancora oggi orfana di cura, colpisce una persona su 10.000 nel mondo.
«La Cheratite Neurotrofica è una grave patologia oculare degenerativa, causata da ridotta innervazione della cornea come conseguenza di svariati stati patologici (ad esempio diabete, lesioni erpetiche, interventi chirurgici) che può portare a conseguenze anche invalidanti, come ulcerazione e perforazione della cornea con conseguente perdita della funzionalità visiva - spiega il professor Stefano Bonini, direttore del Dipartimento di Oftalmologia del Campus BioMedico di Roma e fra i primi ricercatori al mondo a condurre studi sull’impiego di NGF in area oftalmica - Oggi, dopo 10 anni di studio, sono particolarmente orgoglioso di vedere i frutti ottenuti dalla nostra ricerca e di poter seguire l'avvio del trial clinico di Fase I, con l'arruolamento dei primi pazienti volontari».
Si tratta di una molecola “tutta Italiana”, le cui potenzialità in campo oftalmico sono state analizzate per prime dal professor Bonini e dal suo gruppo di ricercatori di Anabasis - azienda di ricerca italiana recentemente acquisita dal Gruppo Dompé - che hanno prodotto dati estremamente solidi a sostegno dell’efficacia dell’uso topico del NGF per la cura di patologie oculari.
«E' di straordinaria rilevanza il risultato che i ricercatori fondatori di Anabasis hanno conseguito», afferma Eugenio Aringhieri, amministratore delegato del gruppo Dompé - Dompé crede fermamente nella centralità della Ricerca ed è proprio nel nostro Centro R&D con sede a L’Aquila, all’avanguardia a livello internazionale, che è stato possibile sviluppare la variante umana di NGF - aggiunge Aringhieri - Siamo convinti che, anche grazie al supporto scientifico continuativo dei fondatori di Anabasis, i Professori Stefano Bonini, Alessandro Lambiase, Paolo Rama e Luigi Aloe, potremo offrire una riposta terapeutica a pazienti che rischiano di perdere la vista».