LA RICERCA

Salute, l’ansia è un problema mondiale: ne soffre il 7,3% della popolazione

Dall’università australiana due studi sulla malattia dei paesi industrializzati

Redazione Pdn

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Salute, l’ansia è un problema mondiale: ne soffre il 7,3% della popolazione
AUSTRALIA. Problemi come ansia e depressione non sono esclusivi dei Paesi occidentali, anzi: secondo quello che per gli autori e' il piu' grande studio sull'impatto di queste malattie mai fatto prima, pubblicato da Psychological Medicine, il lettino degli psicologi e' molto frequentato in tutto il mondo.

Nel complesso, affermano i ricercatori dell'universita' australiana del Queensland, il 4,7% della popolazione mondiale e' depresso, mentre il 7,3 e' ansioso.
In due studi separati, ognuno relativo a una patologia, i ricercatori hanno fatto un'analisi della letteratura scientifica fin qui pubblicata fino ad ottenere dati su un campione di 480mila persone in 91 Paesi. Il risultato principale dello studio e' che sia ansia sia depressione clinica sono distribuite su tutto il pianeta, anche se in maniera diversa: l'ansia si concentra soprattutto nei Paesi occidentali, mentre per la depressione vale il contrario. Nel dettaglio ha una diagnosi di ansia il 10% degli abitanti di nord America, Europa occidentale e Oceania, l'8% nei paesi del Medio Oriente e il 6% in Asia. Per quanto riguarda la depressione invece la classifica si inverte, con nord America e Oceania che hanno un tasso del 4%, che sale al 9% in Medio Oriente e in alcuni paesi asiatici come l'India. In generale, spiegano gli esperti, la depressione e' piu' alta in paesi dove sono in corso conflitti.
«Non sempre e' facile ottenere dati di buona qualita' dai paesi a basso e medio reddito - avverte la principale autrice Amanda Baxter - e soprattutto nei paesi non occidentali i metodi di diagnosi potrebbero essere diversi, anche perche' molti fattori culturali possono influenzare il modo di affrontare questo tipo di patologie. Alcuni trend sono comunque chiari, come il fatto che sia depressione che ansia sono piu' comuni tra le donne e che diventano meno probabili una volta passati i 55 anni».