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Tumori: per curarli arriva la vaccinazione genetica

Ricerca dell’ Icgeb di Trieste

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  Tumori: per curarli arriva la vaccinazione genetica
TRIESTE. Terapie innovative contro i tumori mediante la vaccinazione genetica antitumorale.

Sono quelle allo studio del laboratorio di Immunologia Molecolare del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) di Trieste, diretto da Oscar Burrone. E’ attualmente in corso una sperimentazione clinica di vaccinazione a Dna per un tipo di linfoma dovuto alla trasformazione maligna dei linfociti B. Si chiama ‘’vaccinazione’’ ma in realtà si tratta di una terapia dedicata a chi il tumore gia’ ce l’ha, ha spiegato Burrone, «come quasi tutte le strategie immunoterapie che hanno infatti a che vedere con tumori gia’ stabiliti. L’unico vaccino preventivo è quello per il Papilloma Virus perché li’ c’è un agente infettivo»’. In altri casi invece «quello che si cerca di fare, una volta identificato il tumore, è indurre una risposta che sia specifica per le cellule tumorali. Quindi vanno fatti degli studi di analisi genetici su quel tumore in particolare per poter costruire un vaccino che è a misura del tumore».
In questo senso, ha aggiunto Burrone, «uno dei modelli su cui noi abbiamo iniziato a lavorare è stato sui linfomi a cellule B che hanno una particolare caratteristica: tutte le cellule tumorali hanno una particolare proteina sulla superficie che è unica e caratteristica delle cellule tumorali. Quindi se io riesco a conoscere qual è la struttura, la sequenza di questa proteina, la posso ingegnerizzare in laboratorio e, una volta somministrata al malato, il paziente può montare una risposta immunitaria verso le cellule tumorali». Insomma, si va verso una cura. «Sono vaccini che hanno l’obiettivo di essere curativi – ha concluso – ora abbiamo terminato la ricerca in modelli animali che ha funzionato molto bene e abbiamo fatto una domanda in collaborazione con il professor Petrini dell’Università di Pisa all’Iss per poter avere un clinical trial sui pazienti e stiamo lavorando su quello. Abbiamo ottenuto l’autorizzazione e stiamo preparando il sistema per alcuni pazienti«. Un approccio usato per il linfoma ma che «può essere trasferito ad altri tipi di tumori perché c’è un lavoro di ingegneria in laboratorio che si può applicare ad altri tumori, per esempio a quello alla mammella. L’idea quindi è applicare tutto questo anche ad altri sistemi».