SALUTE

Cuore, per tre milioni di anziani cure a rischio

Ogni anno 150mila anziani hanno un infarto

Redazione Pdn

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Cuore, per tre milioni di anziani cure a rischio
ROMA. Un medico europeo su due sa che la principale barriera all'accesso a cure sanitarie ottimali è l'età.

Oltre metà degli over 65 rischia di ricevere cure inadeguate. Così oggi a temere per il proprio futuro sono gli stessi medici: secondo un'indagine condotta su 1130 professionisti europei, intervistati dall'Economist Intelligence Unit sulla qualità delle cure all'anziano, l'80% dichiara di essere preoccupato dei trattamenti che loro stessi riceveranno da vecchi, e oltre il 50% ritiene che l'ageismo - la discriminazione degli anziani in base all'età - limiti l'accesso a cure mediche ottimali. Dati italiani confermano i timori: ogni anno 150mila anziani hanno un infarto, oltre 6 milioni soffrono di malattie cardiovascolari, ma più del 50% non riceve terapie adeguate. Proprio per far fronte a questa discriminazione nasce la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe), fondata da un gruppo di autorevoli rappresentanti della cardiologia e della geriatria italiana, che hanno sottoscritto il primo manifesto interdisciplinare contro l'ageismo. «La nuova società - spiega Niccolò Marchionni, neoeletto presidente SICGe e Ordinario di Geriatria all'Università di Firenze - nasce dall'idea di fondere cultura geriatrica e cardiologica per identificare i cardiopatici anziani fragili più bisognosi di cure innovative e personalizzate. Sappiamo che, nel post-infarto, un'aderenza terapeutica di almeno l'80%, potrebbe prevenire ogni anno la morte di circa 200 "giovani anziani" (fra i 65 e i 74 anni), ma di ben 2700 over75, con riduzione dei nuovi ricoveri ed un risparmio annuale di 15 ml di euro per il sistema sanitario nazione».