Terremoto e autismo, il ‘caso’ de L’Aquila diventa riferimento internazionale

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L’AQUILA. Trattare bambini e ragazzi affetti da autismo nell’emergenza post terremoto e valutare l’impatto che la devastazione ha avuto sui pazienti; il ‘caso’ de L’Aquila diventa esempio e standard di riferimento internazionale. 

I risultati conseguiti a L’Aquila dalla Fondazione Il Cireneo, sotto il coordinamento scientifico del professor Marco Valenti, sono stati infatti presentati al congresso di Autism-Europe e a breve saranno in pubblicazione sulla principale rivista internazionale del settore (Journal of Autism and Developmental Disorders). La fondazione aquilana ha inoltre ricevuto contatti da Nuova Zelanda e Giappone per studiare il modello gestionale.

Un risultato che dà grande soddisfazione, soprattutto se paragonato ai tanti problemi conseguenti al sisma di cui tra pochi giorni si celebra il secondo anniversario.

Nel post-terremoto, una delle problematiche sanitarie più gravi è stata infatti la continuità del trattamento di bambini e ragazzi con autismo, un disturbo generalizzato dello sviluppo che produce un handicap grave del paziente e della famiglia, ancora più difficile da gestire nelle enormi difficoltà subentrate dopo il sisma.

In Abruzzo opera da anni in questo settore la Fondazione Il Cireneo Onlus, che gestisce un centro anche a L’Aquila: subito dopo il sisma, la Fondazione – pur vedendo distrutta la propria sede - ha assicurato piena continuità assistenziale e riabilitativa per i ragazzi, proponendo un modello innovativo di presa in carico e organizzazione delle necessità dei pazienti e delle famiglie che ha prodotto risultati di rilievo.

Lo studio realizzato a L’Aquila dal team di ricerca epidemiologico-clinica del professor Marco Valenti e dalla Fondazione Il Cireneo (dottoresse Germana Sorge, Tiziana Ciprietti, Claudia Di Egidio, Maura Gabrielli e Anna Rita Tomassini) è il primo lavoro scientifico a livello internazionale che esamina gli effetti, a un anno dal terremoto, del trattamento riabilitativo intensivo di un gruppo consistente di pazienti con autismo.

Lo studio ha dimostrato che l’intervento riabilitativo immediato, dopo un evento traumatico come il terremoto, consente di ridurre le difficoltà adattive delle persone con autismo, che lentamente sono in grado di riprendere e migliorare le loro performance su diversi assi valutativi (comunicazione, autonomie, socializzazione, abilità motorie).

«In questi ultimi mesi – conferma Valenti – la fondazione Il Cireneo ha ricevuto contatti da gruppi di lavoro sull’autismo operanti in zone colpite duramente da eventi sismici, come è stato il caso di Christchurch in Nuova Zelanda, e negli ultimi giorni da associazioni giapponesi sull’autismo, proprio per avere dettagli sulle metodologie adottate e sui nostri risultati. Nella tragedia che ha colpito la nostra città e in particolare le persone con autismo, siamo riusciti tuttavia a proporre un modello operativo riconosciuto come uno standard in tutto il mondo. Non posso che auspicare che questo importante lavoro – conclude Valenti - possa continuare, e che il sistema sanitario colga

l’importanza del modello organizzativo da noi proposto in modo evidentemente efficace, non negando le necessarie risorse ed evitando inutili duplicazioni di iniziative».

Il 15 aprile prossimo sarà inaugurato a Collemaggio il nuovo centro della Fondazione Il Cireneo con una cerimonia pubblica.

31/03/11 11.32