SANITA'

Malasanità, chirurgia plastica e medicina estetica settori più colpiti

L’associazione fa un bilancio 2011: in aumento migrazione sanitaria

Redazione Pdn

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Malasanità, chirurgia plastica e medicina estetica settori più colpiti
ROMA. Aumento dei disservizi sanitari al sud, impennata della migrazione sanitaria verso il nord.

L’ associazione Giusta Causa specializzata nella consulenza legale delle vittime della mala sanità, tira le somme del suo primo anno di intervento. Il 22 febbraio celebrerà il suo primo anno di attività all’Hotel Bernini Bristol di Roma, alla presenza dell’ex Procuratore nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna e del medico legale Francesco Nobili.
Secondo i dati raccolti, i casi di malasanità dovuti all’inefficienza della strutture ed ai disservizi del personale medico sono stati nel 2011 più frequenti in Calabria, Sicilia, Lazio, Puglia, Campania e Lombardia mentre l' Umbria è risultata la regione italiana con il minor numero di casi segnalati. E’ cresciuta anche la migrazione sanitaria, la tendenza da parte dei pazienti a curarsi fuori regione, soprattutto in strutture del Nord Italia.
I casi più gravi di malasanità avvengono nei settori chirurgici seguiti dalla branca ortopedica e da quella ginecologica e neonatale con un’impennata, a partire dall'autunno 2011, delle segnalazioni in chirurgia plastica e medicina estetica.
Altro dato importante è l’ aumento della cosiddetta medicina difensiva. Sempre più medici, per evitare errori, prescrivono esami clinici, specialistici a volte non necessari, con conseguente aumento dei costi della sanità pubblica e dei tempi di attesa.
Giusta Causa mette a disposizione dei suoi utenti un pool di legali di alcuni studi legali italiani come lo studio La Russa in Lombardia, il professore Ugo Ruffolo in Emilia Romagna, lo studio Luminoso in Sardegna, il professor Bin in Piemonte, il professore Del Prato in Lazio, lo studio Palmigiano in Sicilia e lo studio Sivio in Campania. Gli esperti, una volta raccolte le segnalazioni, valuteranno caso per caso l’opportunità o meno di adire vie legali per la difesa dei diritti delle vittime.