Sovrappeso 20mln di italiani, incide anche il fattore genetico

Alessandro Biancardi

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MILANO.  I fattori genetici contribuiscono per un'incidenza stimata tra il 40 e il 70% all'obesita' di una persona.

Nel mondo circa un miliardo di persone e' in sovrappeso e circa 300 milioni sono obese. I CDC (Centers for Diseases Control) di Atlanta, inoltre, calcolano che l'obesita' e' la seconda causa di morte prevenibile ed e' prossima a diventare la prima. Anche i dati riferiti al nostro Paese sono preoccupanti: circa il 10% della popolazione adulta italiana e' definibile obesa e il 35% e' in sovrappeso, quindi sono oltre 20 milioni gli italiani che hanno problemi di peso. L'obesita' non risparmia neanche le fasce dell'infanzia: secondo i dati forniti dall'ISTAT, in Italia, nella fascia di eta' di 8 anni, ben il 36% dei bambini ha problemi di eccesso di peso, di questi il 24% e' in sovrappeso e il 12% e' obeso.
 E' Quanto emerge dal settimo Rapporto sull'obesita' in Italia, 'Obesita' e' genetica: oltre lo stile di vita', realizzato dall'Istituto Auxologico Italiano. Nel nostro Paese e' il Meridione a presentare le prevalenze di obesita' e sovrappeso piu' elevate ma, per la prima volta, si osserva un aumento del tasso di obesita' nel Nord-Ovest, area tradizionalmente a piu' bassa prevalenza, che supera quello del Centro.

La situazione tra i bambini e' altrettanto preoccupante e differenziata regionalmente: in Campania (49% - sovrappeso e obesita' insieme) un bambino su due ha problemi, mentre in Valle d'Aosta (23%) un bambino su quattro.
   Giovanni Ancarani, presidente dell'Istituto Auxologico Italiano, ha spiegato come "quest'anno l'approfondimento tematico del nuovo Rapporto sull'obesita' in Italia e' stato dedicato agli aspetti piu' innovativi e avanzati della ricerca biomedica, quali quelli relativi alla genetica e alla biologia molecolare". Il rapporto tra genetica e obesita' rappresenta una nozione abbastanza comune, anche se a volte suscita dibattiti e confronti.

 "Chi di noi - ha commentato Alberto Zanchetti, direttore scientifico dell'Istituto Auxologico Italiano - si aspettava dagli studi genomici sull'obesita' l'arrivo in farmacia o nei laboratori d'analisi di kit per sapere se siamo predestinati all'obesita' o se siamo invece liberi di eccedere nell'alimentazione senza pericoli, ha ragione di essere deluso. Chi di noi invece, piu' saggiamente, ha sempre considerato la ricerca genomica soprattutto come un nuovo strumento d'indagine, che puo' mettere in evidenza geni associati a meccanismi patogenetici nuovi o mal conosciuti, riconoscera' i sostanziali progressi conoscitivi che i recenti studi ci hanno consentito, e ne trarra' auspicio che alcuni di questi meccanismi possano presto diventare il bersaglio di interventi preventivi, curativi o riabilitativi dell'obesita'".
   Si stima che i fattori genetici contribuiscano per il 40-70% alla variazione interindividuale nell'obesita'. Quindi, "il peso e' un tratto altamente trasmissibile, con un'ereditarieta' che e' solo leggermente inferiore a quella che determina l'altezza", suggerisce Michele Carruba, direttore del Laboratorio di Ricerche sull'Obesita' dell'Istituto Auxologico Italiano e Docente di Farmacologia all'Universita' degli Studi di Milano. Infine, oltre alle terapie farmacologiche, non bisogna dimenticare gli interventi chirurgici, che consentono, grazie a tecniche ben sperimentate, di ottenere un decremento ponderale che puo' variare dal 50 al 60%.

21/03/2011 18.07