All’Ospedale di Chieti un corso di formazione per neo-mamme

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un corso di formazione e informazione consentirà alle future mamme e alle neo-mamme di chiarire i tanti dubbi che i genitori hanno in gravidanza.

Magari anche quelli subito dopo la nascita del loro bambino.

A organizzarlo è l’unità operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Chieti, diretta dal professor Giuseppe Sabatino, il quale, da domani, 4 marzo, terrà personalmente gli incontri ogni venerdì dalle ore 15 nel suo studio al XIII livello (corpo C) del Policlinico.

A Chieti ogni anno l’unità operativa del professor Sabatino assiste neonati provenienti da tutta la regione Abruzzo, con l’obiettivo di garantire benessere, sicurezza e salute sia al bambino sia alla mamma. Un progetto, al quale partecipa il personale medico e infermieristico della Neonatologia e TIN (istituita a Chieti nel 1987), divenuto la base di un testo pubblicato recentemente con il titolo «La triade madre padre e bambino», appena tradotto in inglese, che il professor Sabatino ha deciso di far distribuire gratuitamente alle mamme di Paesi in via di sviluppo attraverso la rete della World Health Organization (l’Organizzazione mondiale della sanità, Oms). 

Uno dei temi più rilevanti riguarda i bambini nati prematuri. Per loro è stata da poco presentata in Senato una Carta dei diritti, composta da dieci articoli: «In Italia, primo Paese a recepire le indicazioni dell’Onu e dell’Oms - spiega Sabatino - prima della 37/a settimana nascono ogni anno 40mila neonati, il 6,7% di tutti i nati vivi. Di questi, 5.600 hanno un peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi. La mortalità nel primo anno di vita è pari a 3,7 ogni mille nati vivi: tra questi, il 71,2% riguarda i decessi nel primo mese. Ridurre la mortalità infantile vuol dire, dunque, ridurre la mortalità neonatale, attraverso tre livelli di prevenzione: primaria (eliminando le cause della prematurità), secondaria (riducendo i fattori di rischio della prematurità), terziaria (attraverso programmi riabilitativi)». 

«Nessuno di noi ha deciso di nascere - prosegue il direttore della Neonatologia teatina -, ma la nostra vita è la conseguenza delle scelte altrui. Pertanto, ogni neonato ha diritto di essere assistito nel modo migliore possibile, ovunque egli nasca. Il luogo della nascita (il cosiddetto “punto nascita”) non deve essere una scelta politica, ma la conseguenza meditata di una mamma dopo un processo di formazione e informazione che le permetta di dire: “Vorrei partorire laddove c’è il massimo dell’assistenza per mio figlio e, se possibile, anche per me”. La scelta è quindi basata sulla conoscenza dei servizi offerti da ciascun punto nascita, dove vanno assicurati benessere, sicurezza e salute a madre e figlio. In particolare il neonato pretermine ha diritto al contatto immediato e continuo con la propria madre e con la famiglia in generale».

Il neonato deve, inoltre, poter usufruire dei benefici del latte materno (compreso quello donato dalla Banca del latte materno, attiva presso l’Ospedale di Chieti), ma soprattutto va attaccato subito al seno della mamma, in un progetto di "rooming in".

«I genitori del neonato pretermine - conclude il professor Sabatino - devono essere informati sulle condizioni di salute del loro bambino e la mamma deve poter stare accanto al suo bambino per tutto il tempo che lo desidera. Tutti i neonati pretermine hanno diritto alla continuità delle cure post ricovero, su un programma di follow-up multidisciplinare, concordato con i genitori e coordinato ed effettuato dall’équipe che lo ha accolto e curato alla nascita per tutto il periodo della vita di cui il neonato ha bisogno».

04/03/2011 9.09