Salute: osteoporosi costa ogni anno 394 mln di euro

Alessandro Biancardi

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ROMA. L'osteoporosi in Italia e' una patologia che riguarda potenzialmente 5.000.000 di persone, di cui l'80% sono donne in postmenopausa.

La prevalenza di osteopenia/osteoporosi dipende dall'eta': il 46% delle donne con eta' compresa tra 70 e 79 anni ha un osteoporosi conclamata.

Ogni anno, l'osteoporosi causa 250.000 nuove fratture, di cui 70.000/anno sono fratture del femore, le piu' temibili per le conseguenze disabilitanti che determinano e per l'elevato costo sociale. 20.000/anno sono invece le fratture vertebrali, anche queste in grado di determinare un forte grado di disabilita' nelle pazienti colpite.

La mortalita' intra-ospedaliera per frattura acuta e' molto alta: 5% e arriva al 15-25% nei 12 mesi successivi alla dimissione. Il 20% dei pazienti che ha avuto una frattura del femore non e' piu' in grado di camminare e solo il 30-40% recupera una funzione deambulatoria totale grazie all'intervento e alla prosecuzione di un percorso di riabilitazione finalizzato al recupero delle attivita' di vita quotidiana. Il costo ospedaliero per le sole fratture del femore e' stimato intorno a 394 milioni di euro, ben il 40% in piu' del costo ospedaliero degli infarti (270 milioni di euro). Cifre allarmanti su cui l'INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, invita tutti gli operatori sanitari italiani, pubblici e privati, a riflettere.

Ecco perche' ha voluto organizzare un corso teorico-pratico presso la propria Divisione Medicus di Tivoli.

«L'osteoporosi - spiega il dott. Alain Rocco, primario, responsabile del Raggruppamento di Riabilitazione della Divisione Medicus, nonche' responsabile scientifico del corso - e' oggi una patologia di confine che coinvolge le diverse specialita' mediche, dal medico di medicina generale al reumatologo, l'ortopedico, l'internista, il geriatra, il fisiatra, l'endocrinologo ecc. ciascuno integrato nella realta' regionale in cui opera».

«Gli operatoti medici, continua, si trovano ad operare spesso in contesti e a utilizzare mezzi e strategie diagnostiche e terapeutiche diverse sulla base dei LEA regionali e per questo e' crescente la necessita' di linee guida condivise per garantire a tutti i pazienti osteoporotici un adeguato livello di accessibilita' alla diagnosi e alla terapia»

24/02/2011 16.28