Infertilità maschile, la soluzione può essere il bisturi

Alessandro Biancardi

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MILANO. Il bisturi può diventare la chiave che apre la porta alla cicogna.

Lo dimostra lo studio condotto a Ljubljana (Slovenia) su 34 uomini e pubblicato sulla rivista scientifica Reproductive Biomedicine Online a maggio di quest'anno. Dati alla mano, dopo le cure e' stata registrata una gravidanza nel 34,8% delle coppie nelle quali l'uomo era infertile. Gli studiosi hanno preso in esame uomini con azoospermia. Ovvero, quando i testicoli producono spermatozoi di buona qualità, che non riescono a raggiungere l'esterno a causa di ostruzioni che si sono create a vari livelli.

«Oggi sono disponibili diverse tecniche di fine microchirurgia che vengono eseguite con microscopio operatore. Hanno tutte il medesimo obiettivo: la risoluzione del problema ostruttivo e il consensuale recupero di spermatozoi», interviene il dottor Edoardo Pescatori, specialista in Urologia e Andrologia e coordinatore del Servizio di Andrologia, Hesperia Hospital di Modena.

«Certamente, non tutti i casi si possono risolvere, perchè ci sono diversi fattori che remano contro il buon esito dell'intervento, come la sede e la durata dell'ostruzione, cioe' da quanto tempo e' presente. Lo studio pero' dimostra nero su bianco che con una diagnosi accurata, oggi e' possibile in oltre tre casi su dieci risolvere il problema con un percorso nobile, che ha come obiettivo quello di risolvere a monte la ragione dell'infertilita', anche in vista di futuri concepimenti spontanei».

Ma le speranze di concepire non devono mancare neppure quando non e' possibile risolvere chirurgicamente il problema ostruttivo. A provarlo sono molti lavori clinici. Vale per tutti lo studio appena pubblicato sull' International Journal of Andrology. Gli Autori hanno dimostrato che e' possibile il recupero di spermatozoi attivi nel 100% dei casi. Non solo.

Una review appena uscita su Human Reproduction ha dimostrato che non e' tutto perduto neppure nei casi estremi come per la Sindrome di Klinefelter, una particolare forma genetica di azoospermia. I dati, estrapolati dall'analisi di studi pubblicati dal 1980 al 2009, hanno provato che e' possibile il recupero di spermatozoi nel 55% dei casi. Con risultati concreti.

Al mondo infatti ci sono 101 figli genetici da pazienti con la forma non-mosaico, che è la più severa. «Il recupero di spermatozoi può essere effettuato con diverse tecniche, in funzione innanzitutto del tipo di azoospermia. Nelle forme ostruttive le due tecniche più diffuse sono la Tese, acronimo di Testicular Sperm Extraction e la Mesa, Microchirugical Epididymal Sperm Aspiration», chiarisce Pescatori. «Oggi sono ambedue pressochè identiche dal punto di vista dei risultati e la scelta dipende solamente dalla situazione rilevata nel corso degli esami».

L'azoospermia riguarda circa il 15% dei casi di infertilita' maschile. Alla base in genere c'è un'ostruzione a causa di un difetto nei canali coinvolti nel trasporto seminale, Le ragioni? Molte. Come infezioni, interventi chirurgici, traumi. In caso di diagnosi, oggi l'obiettivo e' di focalizzare il livello e la gravita' dell'ostruzione in modo da selezionare quei pazienti in cui e' indicato il trattamento chirurgico. Non sempre infatti può essere risolta. E' il caso ad esempio di chi ha un problema presente fin dalla nascita, oppure quando emerge dagli esami che e' mancante un tratto molto lungo di vie seminali.

 11/09/2010 9.15