Albanese con sindrome rarissima operato al Ss Annunziata di Chieti

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. A una settimana dall’intervento e già in piedi e non fa che ringraziare i medici che l’hanno salvato.

Nei prossimi giorni sarà sottoposto agli ultimi controlli e poi potrà tornare in Albania dalla sua famiglia.

Una storia a lieto fine, un esempio di buona sanità quella di un cittadino albanese sottoposto a un’operazione chirurgica pienamente riuscita all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

Edmond Simoni, 34enne albanese di Scutari (Shkodra, nell’Albania nord-occidentale, città sull’Adriatico di 110.000 abitanti circa) era affetto da una sindrome rarissima. Dopo lunghi e accurati accertamenti clinici è stato ricoverato al reparto di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Clinicizzato “SS.Annunziata” di Chieti, di cui è primario il professor Francesco Spigonardo.

Già i termini scientifici della sua malattia fanno paura: pseudo aneurisma carotideo sinistro in probabile sindrome di Bechet. Si tratta di una vasculite sistemica che produce una infiammazione dei vasi sanguigni di origine sconosciuta.

I medici curanti nel suo paese avevano avuto difficoltà a diagnosticarlo e si erano detti non in grado di intervenire. Edmond Simoni, che ha degli amici e familiari in Abruzzo, è stato così consigliato di rivolgersi ai medici dell’Ospedale Clinicizzato “SS.Annunziata” di Chieti.

E così il viaggio della speranza del paziente albanese, accompagnato dalla madre Lika, lo ha portato da Scutari a Chieti con risultati lusinghieri, non soltanto dal punto di vista scientifico.

«Sento dentro di me una profonda gratitudine per chi mi ha fatto rinascere e voglio esprimerla pubblicamente – dice ora Edmond - per far conoscere alla città, a tutti, quanto sia stato importante per me venire all’Ospedale di Chieti e avere le cure del professor Francesco Spigonardo, del professor Sante Ucchino e di tutti gli altri medici, infermieri, personale sanitario che mi hanno manifestato un calore umano che mi ha commosso».

«Mi ha colpito – aggiunge Edmond Simoni e gli fa eco la madre Lika anche lei visibilmente emozionata – il trattamento umano ricevuto nel Reparto da persone tutte squisite e disponibili che mi hanno fatto comprendere come sia importante, oltre ala professionalità anche la considerazione che si medici infermieri e personale hanno per il malato. Grazie, grazie, grazie».

12/02/2011 14.04