Sesso. Sigo:«poca prevenzione, vacanze a rischio per 3 giovani su 4»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. La prevenzione resta sconosciuta, o quasi. Ancora oggi la vacanza resta sessualmente a rischio per tre giovani italiani su quattro.

Solo uno su quattro l'ha vissuta senza correre alcun pericolo. Sono alcuni dei dati diffusi oggi dalla Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo).

L'estate 2010 comunque ha portato una maggiore consapevolezza. Su quattromila ragazzi coinvolti nell'iniziativa educazionale TravelSex, promossa dalla Sigo, il 28% ha assicurato di essersi protetto di piu'. Un dato che fa ben sperare i ginecologi italiani abituati ad un settembre nel quale solitamente si registra il picco di accessi (+30%) agli ambulatori per gravidanze indesiderate o infezioni contratte nei mesi piu' caldi.

«Un dato - spiega Emilio Arisi, consigliere Sigo - che ci fa sperare in un'inversione di tendenza rispetto a 12 mesi fa quando ben il 58% delle ragazze ammetteva di non usare alcun metodo anticoncezionale. Bisogna pero' specificare - sottolinea il medico - che tra i giovani che dichiarano di essersi protetti ci sono anche coloro che credono erroneamente che il coito interrotto sia una forma di contraccezione».  La campagna itinerante per dieci settimane ha toccato altrettante citta' in tutta la penisola coinvolgendo sia ragazze che ragazzi con un'eta media di 18.9 anni. Il 57% viveva un rapporto di coppia, l'88% aveva gia' avuto rapporti sessuali, il 19% con piu' di cinque partner, il 61% ha dichiarato di aver vissuto almeno una volta un rapporto occasionale in vacanza.

«La maggior promiscuita' sessuale e' uno degli elementi che rendono i giovani particolarmente vulnerabili - spiega Arisi - ma esistono anche altri fattori sia ormonali sia dovuti a una maggior fragilita' del tessuto che riveste il collo dell'utero dell'adolescente rispetto alle persone adulte. Circa i due terzi di tutte le malattie sessuali trasmissibili si presenta infatti negli under 25».

 L'inesperienza e la disattenzione rendono le ragazze vittime piu' facili anche di gravidanze indesiderate. Nel 2008, secondo i dati del ministero della Salute, nel nostro Paese si sono registrati 4.075 aborti nelle minorenni.

«Dal 1993 il tasso di abortivita' e' diminuito, ma meno nelle donne al di sotto di 24 anni rispetto alle piu' adulte - conferma Arisi - anche se si attesta tra i piu' bassi in Europa. Siamo comunque soddisfatti ma sappiamo che bisogna fare di piu. Sul fronte dell'educazione sessuale le istituzioni sono latitanti. Sarebbe necessario un decisivo investimento di sistema, con l'introduzione di questa materia nei curricula scolastici in modo che - conclude il medico - vi siano percorsi codificati e che a tutti venga garantita un'informazione di base».

 09/09/2010 18.12