«Mortalita' materna italia 11,9 su 100mila nati, 50% evitabili»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. Il rapporto di mortalità materna in Italia si attesta a 11,9 ogni centomila nati vivi.

E' il dato rilevato dall'Istituto superiore di sanità in un rapporto del 2010 che evidenzia come i numeri ufficiali che si basano solo sui certificati di morte delle pazienti sottostimino «del 75% il fenomeno».

 Lo studio ha analizzato i dati su oltre 1000 nati in cinque regioni(Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia) rappresentative di tutto il territorio nazionale, incrociando «schede di dimissione dall'ospedale e certificati di morte».

 La mortalità materna, spiega infatti Serena Donati, ricercatrice dell'Iss «é complessa da rilevare, perché vanno valutate le conseguenze fino a 42 giorni dopo il parto. Anche gli altri Paesi che hanno fatto questa verifica sui dati hanno riscontrato percentuali di sottostima simili».

 Lo studio ha rilevato una discreta differenza regionale da nord a sud che varia da 2 a 7 volte di più rispetto alla media nazionale. I valori più bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana (8 morti per 100.000 nati vivi) e quelli più elevati nel Lazio (13 morti per 100.000 nati vivi) e in Sicilia (22 morti per 100.000 nati vivi). Dallo studio emerge anche che il rischio di mortalità materna raddoppia quando l'età della donna è pari o superiore ai 35 anni, che sono più a rischio «le donne che si sottopongono al parto cesareo rispetto a quello naturale, le donne a bassa istruzione e le straniere».

 Includendo anche Piemonte e Provincia autonoma di Trento, all'Iss hanno verificato anche i casi di "near miss", cioé di donne arrivate vicino alla morte per complicanze legate alla gravidanza, «per capire le cause che determinano queste morti, che sono sì eventi rari, ma comunque drammatici».

 Peraltro, ricorda l'esperta, si stima che «il 50% delle morti materne siano evitabili».  Eventi che potrebbero essere evitati «con diagnosi tempestive o assistenza adeguatà'».

 Le cause della morte materna sono «per la maggior parte dirette, legate a complicazioni ostetriche».  Al primo posto si muore infatti per «emoraggia ostetrica, la seconda causa sono le trombombolie, mentre al terzo posto ci sono i disordini ipertensivi legati alla gravidanza».

 

09/09/2010 18.08