Asl Pescara, nasce la "Cell factory" per le cellule staminali

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MANAGER DI PESCARA CLAUDIO D'AMARIO

MANAGER DI PESCARA CLAUDIO D'AMARIO

PESCARA. La raccolta e la conservazione del cordone ombelicale a Pescara faranno un salto di qualità.

Dalla cosiddetta “Biobanca di sangue cordonale” che alla Asl raccoglie anche dalle regioni limitrofe questo materiale preziosissimo, si passa ad una vera e propria “Cell factory”, una struttura d’avanguardia attrezzatissima che sarà non solo il punto di raccolta, ma soprattutto quello della ricerca e dell’uso delle cellule staminali.

Infatti in Italia, visto il divieto della legge 40 sulla fecondazione assistita ad usare cellule staminali embrionali, è assolutamente necessario raccogliere il cordone ombelicale che è l’unica fonte di cellule staminali utilizzabili in Italia.

Cioè il futuro della medicina, perché, come molti sanno, già da oggi - e sempre più domani - queste cellule sono usate in oculistica, ortopedia, ematologia, oncologia ed altre branche della medicina per la loro capacità di far rinascere le cellule e di “riparare” quelle parti del nostro corpo che per malattia o altro si sono ammalate o sono andate perdute. Non siamo ancora all’uomo bionico, ma la strada è quella. In questo panorama la Asl di Pescara e l’ospedale Spirito Santo giocheranno un ruolo decisivo: nascerà il primo centro pubblico in Italia a trattare così le cellule staminali. «Abbiamo già preparato una gara europea per l’affidamento, la progettazione e la fornitura “full service” della Banca regionale del sangue cordonale e per la messa a norma dei laboratori di manipolazione cellulare», spiega il manager Claudio D’Amario, «è una struttura che afferisce al Dipartimento di medicina trasfusionale e che è giunta alla fase conclusiva dopo una lunga gestazione. La serietà del progetto, che non è il solito annuncio, è dimostrata da questo bando europeo, con l’elaborato grafico allegato. Si tratta di una iniziativa che ha avuto anche il supporto dell’assessore Venturoni e che lancia Pescara come punto di riferimento e di eccellenza in Italia».

 Infatti questo progetto recepisce per la prima volta le linee del Decreto ministeriale che stabilisce i requisiti tecnologici e strutturali di questo settore. L’attuale Biobanca della Asl opera in collaborazione con il Centro di tipizzazione tissutale dell’Aquila fin dal 1997, grazie ad un finanziamento dell’Istituto superiore di sanità per il “Progetto sangue”. Successivamente, alcuni finanziamenti regionali hanno fatto sviluppare questo centro attraverso la costituzione di una rete di raccolta nei punti nascita, oltre che di Pescara, anche di Lanciano, Vasto, Teramo, Avezzano e Penne. A Chieti e L’Aquila (qui per il terremoto) la raccolta invece è sospesa e potrebbe però ripartire al più presto. Una rete di raccolta è stata concordata anche con la Regione Marche nei punti nascita di una decina di ospedali da Ancona a Fano, ad Ascoli Piceno, Macerata, Fermo ed altri.

«Con il bando europeo la raccolta e la conservazione del cordone ombelicale saranno riorganizzate e specializzate – continua D’Amario – e nascerà una vera e propria fattoria dove saranno “allevate” le cellule staminali necessarie a tutti gli interventi che la medicina sempre più specializzerà. Si tratta di un processo complesso, il cui accreditamento è durato due anni. Anche per la conclusione del bando ci vorrà tempo, ma alla fine Pescara sarà il punto di riferimento per questi prodotti sperimentali della terapia cellulare avanzata. Non solo un fiore all’occhiello per l’Abruzzo, ma tante speranze in più di guarigione per tutti».

Sebastiano Calella  09/09/2010 10.09