4 milioni di italiani con artrosi alle mani, il 26 visite gratis

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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MILANO. Oltre 4 milioni di italiani soffrono di artrosi alle mani che limita la capacità di compiere i gesti più quotidiani, dallo scrivere al prendere un oggetto.

I segni tipici dell'artrosi delle mani possono riscontrarsi nell'80% della popolazione oltre i 65 anni di eta'. L'artrosi e' una malattia articolare cronico-degenerativa, a carattere progressivo che colpisce in Italia circa 4 milioni di persone di cui, in base alle stime dei dati Istat, 640.000 in Lombardia (280.000 in Emilia Romagna, 360.000 nel Lazio, 320.000 in Veneto). Interessa principalmente le persone anziane ma anche i giovani possono soffrirne. Infatti, come per molte altre malattie, nella maggior parte dei casi l'insorgere della patologia e' dovuto ad una combinazione fra predisposizione genetica dell'individuo, artrosi di tipo primario, e influenza dei fattori ambientali, soprattutto le sollecitazioni meccaniche, l'obesita', le malformazioni, i traumi ed i microtraumi, artrosi di tipo secondario.

Il 26 gennaio è in programma la Prima Giornata Nazionale dell'Artrosi alle Mani, promossa dall'Associazione GICAM, Gruppo Italiano Chirurghi Amici della Mano in collaborazione con l'IICM, Istituto Italiano Chirurgia della Mano di Monza,diretto dal professor Marco Lanzetta, il chirurgo noto a livello mondiale per aver partecipato all'esecuzione del primo trapianto di mano al mondo. Prevede la possibilita' di effettuare visite gratuite nei quattro centri che hanno aderito all'iniziativa: Istituto Italiano di Chirurgia della Mano di Monza, Villa Stuart di Roma, Villalba Hospital di Bologna e Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier (Tv).

«L'approccio piu' innovativo che utilizziamo» - spiega Lanzetta - «prevede una serie di applicazioni di un farmaco-gel sulle articolazioni colpite. Utilizzando delle sorgenti di energia il farmaco viene diffuso in profondita', in corrispondenza dei tessuti malati. Si tratta di una tecnica assolutamente indolore che ci permette di trattare con successo oltre il 50% dei pazienti portatori di artrosi sia sul piano del dolore che del recupero della malattia. In questo modo il paziente puo' beneficiare di un dosaggio di medicinali antinfiammatori centinaia di volte superiore a quello che assumerebbe per via orale o con un'iniezione senza subirne gli effetti collaterali, proprio perche' il farmaco non viene assorbito dal sangue ma direttamente dalle cartilagini. La microchirurgia artroscopica, poi, ha compiuto importanti progressi in questo ambito. Oggi, infatti, e' possibile rimodellare le dita deformate attraverso l'uso di sonde artroscopiche, di diametro di circa un millimetro, che permettono di lavorare all'interno delle articolazioni malate».

17/01/2011 16.35