Sanita'. Ricoveri giu' del 10% ma al Sud ancora troppi

Alessandro Biancardi

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ROMA.  I ricoveri sono diminuiti del 10% in tre anni, ma soprattutto al Sud il loro numero resta alto, tanto che se si nasce nel mezzogiorno il rischio di passare una giornata in ospedale è maggiore del 40%.

Sono alcuni dei numeri del rapporto Era (Epidemiologia e ricerca applicata) presentato oggi a Roma e realizzato da Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Istat, Università di Tor Vergata e dalla Nebo Ricerche. Una volta tanto le più 'meritevoli' nella riduzione dei ricoveri tra il 2005 e il 2008 sono le regioni del Sud, con in testa Lazio e Abruzzo (-20%), Sardegna (-16%) e Sicilia (-12%). Molto lavoro c'é però ancora da fare, sottolineano gli esperti: basandosi sul numero dei giorni di ospedale nelle diverse province infatti si è stimato che 15 milioni di persone nell'Italia centromeridionale hanno il 40% del rischio in più di essere ricoverati rispetto ad altrettanti nel centronord. La mappa vede la Puglia come la regione dove la probabilità di ricovero è più alta, insieme a Calabria, Sicilia e Lazio, mentre le più virtuose sono le regioni del centro, in particolare Umbria e Toscana. "Il risultato della riduzione dei ricoveri è meraviglioso - sottolinea Giuseppe Cananzi, uno dei coordinatori del rapporto - una riduzione del 20% senza particolari traumi indica che sono state fatte scelte sensate. Per il Sud però c'é ancora molto da fare, i ricoveri inappropriati vogliono dire molti soldi che se ne vanno solo per problemi di organizzazione ospedaliera". Il calo dei ricoveri, fanno notare gli autori del rapporto, è 'orizzontale': solo una piccola parte (circa l'8%) dei minori giorni di ospedale è infatti dovuta a una diminuzione delle inappropriatezze.

 03/12/2010 13.24