Gli esperti: «E’ allarme "diabesita'», ecco le diete corrette

Alessandro Biancardi

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ROMA.  Troppo cibo, troppe calorie, troppo poco moto. Altro che influenza A o Sars: la vera, moderna pandemia si chiama 'diabesita'', un neologismo che comprende gli obesi e i diabetici, che nella stragrande maggioranza dei casi coincidono.

Il problema e' ancora piu' allarmante se si stima l'evoluzione che la diabesita' potrebbe avere nei prossimi anni: il numero dei diabetici e', infatti, destinato a salire, a livello globale, dagli attuali 246 milioni a circa 380 milioni nel 2025. Su come combattere la diabesita', vera sfida del XXI secolo, si e' svolto oggi un convegno al Senato dal titolo 'Diabesita': la prevenzione comincia a tavola' promosso dai dietologi della fondazione ADI e dall'associazione Diabete Italia. I dati sono allarmanti: un italiano su due ha problemi di peso, con il 34,2% in sovrappeso e il 9,8% obeso. Un esercito di 4 milioni 700mila italiani obesi, cui fanno da contraltare i 4 milioni di italiani affetti da diabete: in oltre 8 casi su 10 il diabete e' figlio proprio dell'obesita'. E oltre un milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni superano abbondantemente il peso forma. Ma cosa significa "corretta e sana alimentazione" nella moderna cultura delle diete piu' o meno fantasiose, caratterizzata da continui bombardamenti mediatici e allarmi terroristici su cibi e bevande da demonizzare? "Bisogna essere coscienti" afferma Antonio Tommasini, Presidente della Commissione Igiene e Sanita' del Senato della Repubblica "che la prevenzione dell'Obesita' e del Diabete comincia nella quotidianita' come ad esempio "a tavola", promuovendo non la cultura della privazione bensi' la cultura di una sana e corretta terapia dietetica-nutrizionale".

La parola chiave che permette di comprendere cosa significhi alimentarsi in modo corretto non e' quindi "privazione" ma "equilibrio". "Per impostare una corretta educazione alimentare e non incorrere nel rischio di fallimento e' utile non demonizzare alcuni alimenti o bevande ma incidere positivamente e stabilmente sui comportamenti alimentari che sono un aspetto importante dello stile di vita dei pazienti " commenta il Prof. Giuseppe Fatati, presidente dell'ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Saper mangiare bene, infatti, non significa guardare in modo ossessivo al numero di calorie assunte ogni giorno ma sapersi orientare nel modo giusto nella scelta di carboidrati, proteine e grassi pur considerando le abitudini e le esigenze poste dalla quotidianita' (dalla pausa pranzo all'aperitivo con gli amici) e non rinunciando all'importanza del piacere a tavola. E' proprio dall'equilibrio tra i diversi fattori nutrizionali nel lungo periodo e dalla riscoperta del piacere a tavola che parte, infatti, la strada della prevenzione e del benessere. Dalla dieta dei liquidi, a quella del cavolfiore o dell'anguria siamo sempre alla ricerca di una dieta innovativa, eppure basta guardare alla tradizione culinaria italiana, alla sua ricchezza e varieta', per trovare un ventaglio di soluzioni equilibrate che permettono di nutrirsi in modo sano. E' partendo da questa considerazione che i referenti regionali dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, guidati dal Presidente Nazionale Giuseppe Fatati, hanno raccolto le ricette della cucina regionale italiana, esempio di equilibrio tra i diversi fattori nutrizionali, nel libro "Star bene mangiando". Un viaggio attraverso la cucina italiana, dai cereali, i legumi e le verdure tipiche della cucina mediterranea ai sapori piu' forti del Nord che permette di riscoprire la straordinaria varieta' di cibi legati ai territori regionali riletti in una nuova chiave che coniuga il piacere della tavola al benessere. "Fa che il cibo sia la tua medicina" scriveva Ippocrate. Dieta e attenzione a tavola, dunque, non nella ratio di una cultura della privazione ma di una cultura della prevenzione basata su un modo sano e gustoso di variare gli elementi che costituiscono la nostra alimentazione.

09/11/2010 16.16