Il sovraffollamento nelle carceri moltiplica i rischi per la salute e la psiche

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. A Chieti e Pescara il Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria. In Abruzzo sono 2.000 i detenuti in otto istituti penitenziari.

Sono circa 70mila i detenuti presenti nelle carceri italiane, in una condizione di sovraffollamento che pone enormi problemi sanitari per cui è necessario adottare strategie efficaci a ridurre principalmente il rischio di suicidi o di atti autolesionistici, ma anche per evitare il riaffiorare di patologie come la tubercolosi e la diffusione di malattie infettive con particolare riferimento all’infezione da HIV. La formazione dei professionisti della salute che operano nei penitenziari è la priorità indicata dalla Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (SIMSPe) che terrà il suo XI Congresso nazionale a Chieti e Pescara nei giorni di giovedì 11 e venerdì 12 novembre prossimi.Solo in Abruzzo ci sono circa 2.000 detenuti presenti in otto istituti penitenziari; la provincia con il maggior numero di presenze è Chieti, con 745 detenuti, di cui 350 a Lanciano, 270 a Vasto e 125 a Chieti (dove è presente anche una delle due sezioni femminili, mentre l’altra a valenza regionale è a Teramo).

«L’esigenza fondamentale – spiega il responsabile dell’unità operativa di Medicina Penitenziaria della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francescopaolo Saraceni – è evitare che il sovraffollamento porti ad acuire il disagio psichico insito in una comunità chiusa. La SIMSPe può contribuire a dare una risposta efficace a questi problemi partendo proprio dalla formazione degli operatori penitenziari».

Tema delicato, che sarà affrontato nella prima giornata del Congresso (intitolato «L’Agorà Penitenziaria 2010»), è il passaggio di competenze nella gestione delle esigenze di salute dei detenuti, che il Dpcm 1° aprile 2008 ha trasferito dall’Amministrazione penitenziaria al Servizio sanitario nazionale. La maggiore criticità - spiegano alla SIMSPe - è nella necessità di stabilizzare il personale che aveva un rapporto di lavoro con l’Amministrazione penitenziaria e che ora è passato alle dipendenze delle Asl, al fine di non disperdere l’esperienza acquisita in anni di attività. L’accordo collettivo nazionale sulla medicina generale dovrà, tra l’altro, prevedere un articolato dedicato alla figura del medico che opera nei presidi penitenziari.

La prima giornata si svolgerà dalle ore 13 di giovedì presso l’Auditorium dell’Università «Gabriele d’Annunzio», a Chieti. Venerdì ci si sposterà dalle ore 8.30 presso la dimora storica Castello Chiola di Loreto Aprutino (Pescara), dove i lavori avranno un taglio più scientifico: si parlerà delle malattie trasmissibili in carcere, delle dipendenze patologiche e degli altri rischi per la salute legati alla condizione dei detenzione. La SIMSPe è presieduta dal professor Sergio Babudieri. Presidente del Congresso è il dottor Alfredo De Risio.

09/11/2010 13.27