Cinquemila ottici optometristi offrono controlli gratuiti ad ottobre

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. La Federottica/ Confcommercio- Federazione Nazionale Ottici e l’Albo degli ottici optometristi da anni promuovono una campagna professionale di servizio al pubblico, denominata “Ottobre mese della vista”.

ABRUZZO. La Federottica/ Confcommercio- Federazione Nazionale Ottici e l’Albo degli ottici optometristi da anni promuovono una campagna professionale di servizio al pubblico, denominata “Ottobre mese della vista”.

 

 

Nel mese di ottobre cinquemila ottici optometristi in tutt’Italia offrono a chiunque la possibilità di sottoporsi a un controllo gratuito della vista, mettendo la propria professionalità al servizio del pubblico. La qualità della vista incide infatti innegabilmente sulla qualità della vita e sullo svolgimento delle occupazioni quotidiane a scuola, sul posto di lavoro, alla guida o durante le attività sportive e nel tempo libero.

            Purtroppo i ritmi frenetici portano a trascurare la necessità di controllare, almeno una volta all’anno, la propria efficienza visiva, al fine di prevenire e correggere eventuali difetti. A tal proposito, va ricordato che un italiano su cinque non si è mai sottoposto a un controllo visivo, che più del 60% non fa un esame da oltre tre anni, e che una persona su quattro ha un difetto visivo non corretto.

            Così, in Italia, il 40% degli alunni presenta un difetto visivo ma non utilizza gli occhiali, il 75% dei lavoratori al videoterminale soffre di disagi oculari come affaticamento, visione offuscata e mal di testa, mentre in generale il 25% di coloro che lavorano al computer presentano anche problemi muscolo–scheletrici.

            Il messaggio di “Ottobre mese della Vista” è chiaro: «lo sviluppo corporeo continuo negli anni della gioventù, i differenti impegni visivi nell’età adulta e i fenomeni di invecchiamento cui tutti noi siamo soggetti fanno sì che la visione subisca delle continue modifiche funzionali».

            Tali modifiche, proprio perché lente nel tempo, possono essere percepite con difficoltà, dando origine a disturbi più generici, come mal di testa o fastidio alla luce, che condizionano negativamente la qualità della vita. Va altresì precisato che efficienza visiva e stato dell’occhiale sono inscindibilmente legati.

            L’efficienza visiva passa anche attraverso il controllo dell’occhiale, che è un dispositivo su misura e, come tale, destinato ad un singolo utente. E’ importante verificare che, nel tempo, esso non abbia subito un danneggiamento e quindi un rischio per il portatore.

            Una correzione o un mezzo di compensazione non possono rimanere invariati per tutta la vita; sono pertanto necessari aggiornamenti periodici, non solo dell’efficienza visiva, ma anche dello stato dell’occhiale.

            Ma anche altre cifre allarmanti documentano le criticità sul versante della vista. In Italia, il 95% dei bambini assume atteggiamenti scorretti nella lettura, nella scrittura, davanti a televisione e computer. Tre persone su quattro che usano il PC soffrono di disagi visivi.

            In Italia solo il 25% dei bambini porta gli occhiali, quando dovrebbero essere più del doppio, visto che circa il 66% ha bisogno di un sostegno compensativo dal punto di vista refrattivo. Le conseguenze sono immediate: più della metà dei bambini della scuola primaria sono inefficienti dal punto di vista del sistema oculomotore, con ricadute indirette ma evidenti sul rendimento scolastico.

            Questi i dati definitivi di una recente ricerca condotta dall’Albo degli Optometristi e da Federottica con l’Università del Salento su un campione di circa mille bambini delle scuole elementari.

            Il difetto visivo non corretto naturalmente si riflette anche sulla visione e sulla qualità della vita dell’anziano. Secondo alcuni studi epidemiologici americani, l’80% della compromissione visiva degli anziani – che influisce su equilibrio, stabilità posturale e mobilità - può essere corretta sia aggiornando la prescrizione degli occhiali sia rimuovendo chirurgicamente la cataratta.

            Da esperimenti diretti è stato infatti dimostrato che sui 12 milioni di persone oltre i 65 anni di età in Italia la percentuale di cadute potrebbe diminuire del 15% grazie a interventi preventivi.

12/10/2010 12.44