Melanomi: patologia in aumento, elettroterapia tra nuove cure

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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NAPOLI.  E' l'elettroterapia l'ultima tecnica in via di sperimentazione che, attraverso impulsi elettrici indirizzati alle cellule malate, puo' avere effetti importanti sulla cura del melanoma.

 Di questa e di altre innovazioni si sta discutendo nel corso della seconda edizione del convegno internazionale dedicato a questo tumore della pelle. Duecento esperti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Napoli, dove ha sede l'Istituto 'Pascale', universalmente riconosciuto come un punto di riferimento a livello nazionale. In questo momento, spiega il dirigente medico dell'unità di Oncologia medica del centro di cura napoletano, Paolo Ascierto, «si punta a rendere cronica questa neoplasia, come accaduto per il virus Hiv, facendo in modo che il paziente possa continuare a vivere».

Una sfida difficile se si considera che ogni anno in Italia  muoiono 1.500 persone per questa malattia e le nuove diagnosi sono 7.000, di cui 700 in Campania. Per sconfiggere una patologia che è in costante aumento negli ultimi 30 anni e che si manifesta a un'età sempre inferiore sono fondamentali la prevenzione, ovvero le precauzioni da prendere durante l'esposizione ai raggi solari, e la diagnosi precoce. "Il futuro dell'approccio preventivo - dice Ascierto - è rappresentato da un test genetico, che partendo dalle analisi del sangue porterà all'individuazione dei soggetti maggiormente predisposti».

Tra i relatori del convegno, che si chiude questa sera, c'è anche il direttore della sezione Malattie immunogenetiche e infettive presso il National institute of health di Bethesda (Usa), Francesco Marincola, che dall'alto delle sue 350 pubblicazioni scientifiche spiega come sia difficile fare ricerca in Italia per la "mancanza di fondi", nonostante la preparazione sia "buonissima". Lo fa notare anche il direttore del dipartimento Melanoma e Tessuti molli dell'istituto napoletano, Nicola Mozzillo, ricordando anche l'importanza di "sperimentare e testare i risultati della ricerca sui pazienti" anche per la formazione professionale dei giovani. Attualmente sono 350 i soggetti in cura al Pascale, il 20% proveniente da altre regioni (il 5% dal nord), un dato che rappresenta un'eccezione nel panorama sanitario del Mezzogiorno.

07/12/2011 07:19